Avellino – Chiusura Cdr: scatta il piano di emergenza

6 luglio 2005

Ripiomba l’incubo rifiuti nell’intera Regione. Un problema che non manca di riemergere soprattutto a ridosso dei mesi più caldi dell’anno. La chiusura dei Cdr campani, e tra questi dell’impianto di Pianodardine è ormai un inesorabile dato di fatto. Non è dato sapere quando gli impianti verranno riaperti nono stante le sollecitazioni ad una risposta quanto mai necessaria. Di conseguenza l’Asa Spa è stata costretta ad interrompere il servizio di raccolta in tutti i comuni serviti dalla stessa società. Tra l’altro, come l’Asa stessa rende noto, la chiusura degli impianti è stata constatata all’atto del conferimento e non attraverso una comunicazione ufficiale all’azienda, rimasta all’oscuro di tutto fino alla presa d’atto della situazione. Al momento sono garantite esclusivamente le altre raccolte, quali la differenziata, e comunque con ritardo rispetto ai normali ritmi. Ma, proprio per fronteggiare questa situazione e non portarla ad una ulteriore ‘degenerazione’ la società di raccolta rifiuti ha disposto un piano di emergenza. Piccoli provvedimenti per creare una più forte collaborazione con i cittadini. In primis per la zona sperimentale di Avellino, gli operatori dell’Asa hanno provveduto a raccogliere i rifiuti recapitati negli ecobox, in sacchi di plastica, per evitare che gli stessi rimanessero sparsi nei contenitori. L’ipotesi di utilizzare campo Genova come sito di stoccaggio temporaneo, al momento non trova ancora alcuna conferma. Tale eventualità, infatti, sarebbe comunque subordinata all’emissione di un’ordinanza sindacale e previo adeguamento dell’area, che non è attrezzata, normalmente, a ricevere i rifiuti. Considerando che non è possibile prevedere quanto possa durare il dispositivo di chiusura degli impianti, l’Asa invita i cittadini ad utilizzare particolare attenzione nel conferimento dei rifiuti, attuando la raccolta differenziata della plastica, del vetro e del cartone, servendosi delle apposite campane, in modo da ridurre notevolmente il volume dei rifiuti solidi urbani. Dunque, mai come in questo momento appare anche necessaria la collaborazione dei cittadini affinché si evitino atti vandalici e incendi di cassonetti, di natura dolosa, particolarmente frequenti nei periodi di emergenza, ricordando alla cittadinanza che la combustione dei rifiuti è particolarmente dannosa per la salute pubblica, in quanto le esalazioni producono diossina.