Avellino – Cfs, Melchionna e De Feo: “La partita non si giocherà a Roma”

14 settembre 2005

Il convegno regionale della Fillea Cgil, convocato dalla struttura sindacale di categoria per parlare di pratica del ‘lavoro nero e della sicurezza sui luoghi di lavoro in edilizia’, pare si sia risolto, secondo quanto dichiarato in una nota dai segretari provinciali Feneal Uil, Franco De Feo e Filca Cisl, Mario Melchionna, “…nella sola manifestazione anti-Ance e in esternazioni abbastanza colorite di personaggi sindacali di tutti i livelli di responsabilità e competenza sulla vicenda del Cfs e della nomina del direttore dell’Ente bilaterale. Tutti i livelli Cgil, territoriale, regionale confederale e di categoria nonché il segretario generale nazionale Fillea hanno ancora una volta testimoniato di aver completamente espropriato il ruolo di segretario provinciale del povero compagno Famiglietti. Adesso parla sempre di meno, la parte del leone la fanno Cutillo e Petruzziello, accompagnati dal compagno Martini che farebbe bene a stare un po’ di più a Roma a seguire tanti problemi della nostra categoria. Pensa di venire ad Avellino per mettere tutto in un pacco e trasferire la vicenda a livello nazionale. La partita non si giocherà a Roma. Egregio Martini, la partita è stata giocata ad Avellino. Se un pacco vuol portare si porti Famiglietti. Noi segretari provinciali della Feneal e della Filca, pur riconoscendo il ruolo importante e strategico delle organizzazioni nazionali, siamo assolutamente convinti che l’autonomia provinciale sia prevalentemente di competenza delle strutture del solo sindacato di categoria. Per oltre 25 anni la Cgil ha avuto il privilegio di dirigere la scuola edile con risultati non sempre soddisfacenti. Abbiamo scelto l’utilizzazione delle risorse interne perché soluzione meno costosa per le deficitarie casse dell’Ente, una risorsa svincolata dalle appartenenze politiche e sindacali, caratteristica ampiamente dimostrata dal Solimene in questi due anni. Attività super partes condivisa dal Sindacato e dalla stessa FILLEA, con continui apprezzamenti privati e pubblici nel corso di incontri e convegni anche recenti. La verità dei fatti viene oggi camuffata personalizzando il conflitto, non è l’ANCE ma il suo Presidente il responsabile della vicenda, non è la Direzione del CFS il problema ma la tutela sui cantieri del Presidente dal versante del lavoro nero e della sicurezza. Siamo all’assurdo, il teatrino è colorito da bandiere anche di funzionari e lavoratori dì altre province che sono stati utilÌ22ati sull’altare della furbizia, servirsi di un’arma nobile dei Sindacato per continuare una battaglia assolutamente di parte, una rivendicazione che si potrebbe sintetizzare in ” sistemare un proprio rappresentante, un pacco napoletano in terra irpina”.
Ma quale tacito “patto di non belligeranza” siglato da FeNEAL e FILCA con i Costruttori, è stata definita un’intesa a livello di organismi amministrativi nel solo ed esclusivo interesse dell’Ente del quale le parti sociali ne hanno la piena responsabilità. E di quello che abbiamo fatto ne assumiamo in toto la piena titolarità e responsabilità per le Organizzazione che rappresentiamo. E, cari compagni, non facciamo confusione tra interessi di parte e la battaglia al lavoro nero, al rispetto della normativa di legge e contrattuale, alla tutela dei lavoratori dal versante della sicurezza sui cantieri. Una battaglia nobile completamente condivisa da tutti, patrimonio unitario di FeNEAL – FILCA e FILLEA, risultati raggiunti sicuramente positivi ed apprezzati dalle nostre Organizzazioni di livello regionale e nazionale. Su questo terreno di confronto, ed anche di scontro, dobbiamo continuare a sviluppare la nostra iniziativa sindacale unitaria per schierare sul campo della tutela della dignità dei lavoratori tutte le forze, da quelle istituzionali – ispettive e delle controparti, che condividono e sostengono la realizzazione di questo progetto. Non a caso, la scorsa settimana, abbiamo disdettato UNITARIAMENTE il contratto integrativo provinciale dell’edilizia a tutte le controparti Imprenditoriali (ANCE – CONFAPI ed ARTIGIANI) quale segnale di grande compattezza sulle vere problematiche del settore. Frattanto abbiamo richiesto al nostro collega FAMIGLIETTI di rimuovere una situazione di incompatibilità statutaria, formale e sostanziale, di Vice Presidente del CFS, un Ente in danno del quale il Vice Presidente Famiglietti ha. chiesto alla Regione l’annullamento dei finanziamenti per la formazione ed alla Procura l’indagine sugli atti amministrativi di nomina della nuova Direzione, neppure preoccupandosi che se ciò accadesse il “pacco napoletano” non potrebbe mai essere collocato ad Avellino. Non può valere il detto “la botte piena e la moglie ubriaca”, le dimissioni da VICE PRESIDENTE sarebbero un atto di correttezza amministrativa apprezzato da Filca e Feneal, in caso contrario saremo costretti a procedere sulla strada della revoca della nomina unitaria”.