Avellino-Cesena è un horror difensivo: una piange, l’altra è disperata

Avellino-Cesena è un horror difensivo: una piange, l’altra è disperata

6 febbraio 2018

Claudio De Vito – Se è vero che la Serie B (più della Serie A) alla lunga premia chi subisce meno, allora l’Avellino deve darsi una regolata. Il 2-1 di Foggia ha ripristinato la media esatta di un gol e mezzo incassato a partita (36 in tutto) in un mix di errori difensivi del singolo e di reparto. La linea difensiva biancoverde si è fatta trovare sfalsata in occasione del primo gol di Francesco Nicastro ed impreparata nonostante fosse schierata sulla marcatura decisiva di Fabio Mazzeo.

Nel secondo caso l’attenuante dell’inferiorità numerica non sta in piedi. Piuttosto l’Avellino è in cerca della sua definitiva identità difensiva in questo campionato sul piano degli interpreti. Santiago Morero e Simone Rizzato, atteso al rientro tra i titolari sabato contro il Cesena, si candidano come pedine di esperienza in un assetto che finora ha proposto la gioventù di Anton Kresic e Riccardo Marchizza non proprio al top sotto il profilo dell’attenzione.

Intanto sabato arriva il Cesena in difesa ha fatto peggio della formazione di Walter Novellino. I romagnoli, che nelle retrovie annoverano gli ex Isaac Donkor ed Emanuele Suagher, infatti sono secondi soltanto alla Ternana per reti subite complessive (45) e in trasferta (27). Dati che ingolosiscono Angelo D’Angelo e compagni, che in casa spingeranno sull’acceleratore facendo leva proprio sul negativo trend difensivo della truppa di Fabrizio Castori.

Serviranno ovviamente gli attaccanti per farlo. Raul Asencio ha confermato i segnali di crescita con la mini media instaurata nelle ultime quattro partite di un gol ogni due appuntamenti e contro il Cesena affiancherà, o meglio supporterà nell’impostazione del 4-4-1-1 (o 4-2-3-1), Matteo Ardemagni che non spedisce il pallone in fondo al sacco da tre mesi esatti (ultimo acuto a Perugia il 6 novembre).

Peso specifico offensivo che dovrà essere alimentato dalle fasce. Aspettando il miglior Bryan Cabezas dal punto di vista della condizione fisico-atletica, sugli esterni Armando Vajushi e Salvatore Molina avranno il compito di creare i presupposti per la giocata verso l’area in favore delle punte. A loro sostegno Lorenzo Laverone (insidiato da Simone Pecorini) e Simone Rizzato votati alla sovrapposizione.  Le armi per impensierire il Cesena ci sono eccome. Il motto di partenza dell’Avellino ormai già da tempo non può più essere “primo non prenderle” ma “fare un gol in più degli avversari”.