Avellino – Castelluccio: “Aderiamo all’Udeur, vi spiego perchè”

9 settembre 2005

Avellino – Roberto Castelluccio, Emilio Salvatore, Ugo Sorrentino, sono solo alcuni degli appartenenti all’ex dirigenza di Forza Italia – ci sono anche Tonino Telaro, Giuseppe Martiniello, Carlo Mazza, due assessori del Comune di Gesualdo, tra questi Carrabs e due consiglieri del Comune di San Martino Valle Caudina le cui adesioni vengono lasciate nel più stretto riserbo – che ieri mattina al tavolo di via De Conciliis hanno detto la loro. Ad introdurre i lavori Pasquale Giuditta ‘accompagnato’ tra gli altri da Rocco Manzo, Nicola Micera, Gaetano Musto. “Le adesioni – dice – sono il riconoscimento ad un partito e ad una politica di centro che sta avendo una grandissima attenzione da parte della pubblica opinione. Quando siamo nati eravamo un partito di periferia oggi siamo davvero il centro. Siamo – dice prendendo a prestito la frase dell’on. Clemente Mastella – un partito aperto. Venerdì prossimo abbiamo un incontro all’hotel De La Ville con l’on. Mastella alle ore 17.30 per discutere ulteriormente del nostro progetto politico e non solo. Dibatteremo sulle adesioni di una serie di amici autorevolissimi, in crisi da tempo in altre formazioni politiche. Daremo il via ad una serie di altre attività in vista della campagna elettorale per le primarie. Non le ritenevamo – precisa il segretario provinciale dell’Udeur – opportune. Siamo stati minoritari in questa posizione e dunque accettiamo Prodi con grande senso di responsabilità. Anche se il progetto di centro deve essere portato avanti”. E… dopo l’introduzione la parola all’ex dirigente di Forza Italia Roberto Castelluccio che senza dilungarsi troppo coglie il nocciolo della questione. Spiega il perchè dell’abbandono.
“La mia una scelta difficile e sofferta. Ho deciso di aderire all’Udeur, insieme ad un folto gruppo, soprattutto per la continuità rispetto ad un’area di centro forte. Non per trasformismo. E’ il partito che meglio poteva rappresentare le nostre istanze per due motivi: una politica più attenta ed incisiva per un Sud, sempre più abbandonato a se stesso. Il non aver risolto da parte della dirigenza forzista i problemi del Mezzogiorno ed in particolare la questione Lioni – Grottaminarda ci ha fatto riflettere molto. All’inizio avevamo pensato ad un gruppo autonomo che avrebbe finito però con il frastagliarsi”. All’Udeur non rimanere che brindare. (di Teresa Lombardo)