Avellino Capoluogo, peccato per chi non sarà in strada e nel Palazzo

9 novembre 2012

Partiamo dalla richiesta, quella del gruppo Facebook Avellino Capoluogo: “… il punto su cui battere è la ingiustizia di un decreto che nel riordino per stabilire tra due province (nel nostro caso Avellino ha tutti i requisiti, Benevento neanche uno, con quest’ultima che si vede assegnato il Capoluogo ribaltando di fatto tutto l’impianto originario solo per avere abitanti in più in città) quale comune è capoluogo assume quale unico parametro quello del comune già capoluogo di provincia più popoloso e se ci si trovasse di fronte una provincia di 1 milione di abitanti con capoluogo di 100 mila abitanti ed una provincia di 400mila con un capoluogo di 101mila abitanti è possibile che assuma quest’ultima il ruolo di comune capoluogo della nuova provincia?”. Più chiaro di così.
Ma coloro che avranno il compito di farsi sentire nelle stanze romane saranno concordi? A qualche ora dalla riunione convocata dal presidente della Provincia Cosimo Sibilia, a quanto pare, tutti sarebbero pronti a prendere in considerazione la richiesta che da più parti giunge, a partire dal gruppo nato con il passaparola. Per l’occasione il gruppo virtuale farà un picchetto di rappresentanza a Palazzo Caracciolo per vedere con i propri occhi chi effettivamente avrà il coraggio di presenziare all’incontro fissato per le ore 17. In ballo c’è il Capoluogo Avellino, non la Provincia di Avellino è bene ribadirlo per l’ennesima volta, visto che si continua a “giocare” in politica, invece di pensare alla strategia da adottare .
Un impegno preciso dovranno trovarlo necessariamente tutti i partiti che sono rappresentati in Parlamento. UdC, Popolo della Libertà, Partito Democratico, Alleanza di Centro, Grande Sud, Noi Autonomia Ausonia dovranno farsi carico congiuntamente. Non abbiamo citato gli altri partiti solo perchè non hanno riferimenti parlamentari in Irpinia, ma certamente non dispiacerà se qualcuno lo facesse con i riferimenti nazionali. In Irpinia non si sta facendo una questione di campanile, ma soltanto di serietà. C’è una seconda chance per i politici nostrani. Per dovere di cronacs dobbiamo ripercorrere la prima tappa: al Senato il maxiemendamento fu osteggiato da Cosimo Sibilia, mentre Enzo De Luca votò a favore. Alla Camera accettarono di buon grado il provvedimento del Governo senza neanche batter ciglio Marco Pugliese, Giulia Cosenza, Francesco Pionati, Marco Milanese. Franco De Luca e Gianfranco Rotondi non erano presenti. Il solo ad opporsi fu Arturo Iannaccone. Anche queste manifestazioni fanno la forza di una comunità, oltre gli steccati e i personalismi.