Derby in trincea: Novellino nasconde l’Avellino

Derby in trincea: Novellino nasconde l’Avellino

7 dicembre 2016

Lontano da occhi indiscreti (che con ogni probabilità si sono affacciati nei giorni scorsi) e con il picco di concentrazione. L’Avellino si immerge completamente nel clima derby nascondendosi al Benevento. A partire da oggi infatti Walter Novellino e i suoi uomini lavoreranno a porte a chiuse per trovare la giusta formula in vista della gara di sabato.

Dopo due giorni di allenamenti a porte aperte, si va in trincea per collaudare il 4-4-2 da opporre alla squadra di Marco Baroni, che sarà squalificato lasciando il posto al suo vice Paolo Cozzi. Il Benevento fa paura con il suo piazzamento sul podio, la sua difesa ed il suo potenziale offensivo. Non un’armata invincibile alla luce della condizione fisica non proprio ottimale palesata contro il Cesena. Parametro (probabilmente l’unico) che, ai punti del pre-partita, sorride all’Avellino.

Novellino sta lavorando sodo insieme ai suoi stretti collaboratori Eduardo Imbimbo e Simone Tomassoli per imprimere il suo marchio di fabbrica sull’Avellino. Reparti corti, distanze brevi, cambi di gioco e ricerca della profondità: sono questi i canoni della gestione Novellino giunta ora all’esame derby nel bel mezzo del dicembre verità.

Alcuni interpreti cambieranno rispetto al precedente impegno con l’Ascoli. Obbligata la sostituzione dello squalificato Perrotta con Jidayi che avanza con decisione verso la maglia da titolare al fianco di Djimsiti. Lo stesso vale per Asmah pronto a riprendersi dalle mani di Donkor il testimone sulla corsia di sinistra. A destra Gonzalez nonostante Novellino stia testando la funzionalità al ruolo di Lasik.

D’Angelo e Paghera faranno da schermo in un centrocampo tutto muscoli e polmoni e soltanto un pizzico di geometrie richieste al regista bresciano. Sulle fasce è assai probabile la conferma di Belloni a sinistra rispetto al secondo tempo della gara con l’Ascoli e di Verde sul lato opposto. Castaldo non è al top della condizione ma il suo apporto carismatico, tra l’altro da ex, non può mancare accanto ad Ardemagni in una sfida delicata che può fungere da crocevia in avvicinamento al giro di boa.