Avellino Calcio – L’analisi: la legge degli altri al Partenio

Avellino Calcio – L’analisi: la legge degli altri al Partenio

22 marzo 2016

L’Avellino stende il tappeto rosso anche alla Ternana e con ogni probabilità dice addio alla possibilità di raggiungere i playoff. Avellino ostaggio ancora una volta dei suoi limiti difensivi che, sommati alla consueta incapacità di reagire alla prima difficoltà, hanno costretto gli uomini di Tesser a una bocciatura questa volta più marcata.

Il cammino dei lupi dice tre sconfitte nelle ultime quattro partite, due delle quali al Partenio-Lombardi, tra le mura che oramai sono diventate nemiche a giudicare dal rendimento interno scandito da cinque ko complessivi. L’ultimo contro la Ternana che si è ripreso con gli interessi dall’ex timoniere Tesser i punti persi in casa all’andata.

Lo scivolone nel Monday Night ha pesato realmente la vittoria di Ascoli caratterizzata da una forza d’urto dell’attacco di poco superiore alla fragilità del reparto difensivo. La debolezza nelle retrovie palesata contro la Ternana non ha fatto altro che confermare i timori nei confronti di un malato non guarito del tutto.

L’Avellino è una squadra in confusione che non ha un filo logico nella condotta di gara, discreta per i primi 45 minuti e improponibile nella seconda parte. Una squadra discontinua nel rendimento che lo stesso Tesser fa fatica a comprendere. Il tecnico biancoverde in realtà ha anche sottovalutato l’opzione di un 3-5-2 da parte della Ternana che Breda ha schierato in maniera speculare all’Ascoli.

Così Falletti ha fatto le veci di Jankto e Ceravolo quelle di Cacia: il delitto tattico perfetto con un fantasista a tutto fronte offensivo come l’uruguayano ed un attaccante rapido capace di sfuggire alle marcature tutt’altro che ferree dei centrali biancoverdi. E’ bastato poco a Breda per imbrigliare l’Avellino che non ha mai avuto il controllo del centrocampo sia nella fase di possesso che in quella di non possesso.

Impietoso il dato della classifica del girone di ritorno nella quale l’Avellino figura appaiato a quota 12 punti al Pescara e addirittura al fanalino di coda Como, e rischia di essere raggiunto dal Lanciano che, se si considerano i punti conquistati sul campo, dista solo due lunghezze. Numeri che rendono l’idea dell’involuzione di una squadra che non merita evidentemente di concorrere per un obiettivo riservato ad avversarie che danno continuità nello spazio di due-tre partite.

E adesso? C’è il rischio concreto che l’Avellino si trascini stancamente verso la conquista dei pochi punti utili alla salvezza. E Tesser? Onorerà la panchina fino all’ultimo secondo di campionato, dopodiché la sensazione netta è che arriverà il tempo dei saluti a prescindere da qualsiasi discorso di classifica. Nell’immediato invece si attende una reazione con il Crotone almeno per l’orgoglio.