Avellino – Bilancio sotto accusa: i perchè di Montanile e company

21 maggio 2005

Avellino – De Fazio, Iandoli, Iannaccone, Romei, D’Ercole, Montanile e Gengaro insieme, contro un bilancio ‘specchio’ dell’amministrazione comunale. I rappresentanti dell’opposizione, riunitisi nella sede dell’Udc hanno delineato passo dopo passo, ancora una volta, le pecche di uno strumento, quello redatto dall’assessore Sergio Barile, che fa acqua- almeno stando alle dichiarazioni – da tutte le parti. Un argomento servito anche, e non poteva essere altrimenti, per parlare o meglio sparlare di una maggioranza che non coinvolge la minoranza in discussioni e tagli di nastri; che non ha rispetto del Consiglio intero, “lo si evince – dice Giovanni D’Ercole capogruppo comunale di An – dai continui mal di pancia, dalle interrotte mutilazioni dell’opposizione, dalle nomine fatte in dispregio delle normative. Senza parlare degli attacchi gratuiti di Sergio Barile. Non è pensabile che alle domande di Montanile, l’assessore non abbia saputo rispondere se non con sufficienza e fantasia. Richiamiamo il sindaco al rispetto della pubblica assise, della maggioranza, dell’opposizione. Se ha la forza, lo invitiamo a richiamare i suoi assessori”. A rincarare la dose ci pensa Antonio Gengaro massimo esponente di Libera Città: “Abbiamo assessori che due mesi prima votano il bilancio e poi lo sconfessano. Mi riferisco ai Ds e all’Udeur”. Dopo un’apparente digressione entra più nel merito della ‘faccenda’. “Il bilancio prevede investimenti tutti legati ai finanziamenti europei eredità non certo di quest’amministrazione. E’ uno strumento carente sulla spesa corrente. Non c’è ad esempio una decisione drastica sulle spese di gestione – 600 milioni delle vecchie lire – per il teatro Gesualdo. Si potevano liberare soldi per la manutenzione, per il sociale, etc. etc. E che dire delle scelte inerenti al piano traffico che è stato fatto e rifatto. Della pianta organica. Della questione vendita di beni da parte del Comune”. E’ proprio il caso di dire un attacco a tutto campo. “E poi come si fa a perdere sei mesi, solo per dire un sì o un no, al progetto del Mercatone? Finiremo per avere altri contenziosi che il Comune tra l’altro non può permettersi”. “E’ un’amministrazione – continua Iandoli – inadempiente. Denuncia a pieno le pecche politiche e tecniche. Tranne servizi, prebende, non abbiamo visto niente”. Chi invece introduce la questione parcometri è l’esponente di Libera Città Antonio Iannaccone seguito a ruota dal presidente della Commissione Bilancio Carmine Montanile che dimostra padronanza nell’illustrare l’argomento che scotta. Spiega passo dopo passo le ‘inadempienze’ di un bilancio che non convince affatto. “E’ un bilancio sterile che non tende al miglioramento della vivibilità del territorio”. Che non disdegna le consulenze esterne, “a fronte di professionalità interne altrettanto valide”. Dall’argomento dell’Ici a quello dei parchimetri. “Dal primo luglio dovrebbero partire. E’ stata prevista un’entrata di 1800 mila euro. Ma la gara è ancora in alto mare e gli ausiliari al traffico incaricati di controllare, non sono stati ancora selezionati”. Dubbi che scatenano interrogativi a raffica. “Come mai il Comune ha previsto un ricavo di 30 mila euro e una spesa di 500 mila per la gestione dei servizi pubblici a domanda individuale? Come mai per gli asili è stata prevista un’entrata di 112 mila euro a fronte di una spesa di 800 mila”. Questi ed altri gli interrogativi che Montanile e company pongono. Interrogativi che esigono risposte. (Teresa Lombardo)