Avellino – Asa: deserto l’incontro tra vertici aziendali e sindacati

10 marzo 2006

Avellino – Riorganizzazione degli orari di lavoro del personale Asa: una riunione flop quella che avrebbe dovuto aver luogo questo pomeriggio ma a cui le organizzazioni sindacali, ad eccezione della Uil, non hanno ritenuto opportuno prender parte. L’ennesimo impasse costringe i vertici aziendali a rivolgersi ad ogni singolo lavoratore per illustrare con chiarezza ed in maniera diretta, senza mediazione alcuna, la propria posizione che costituisce l’assunzione di responsabilità che l’azienda intende effettuare nel perseguire gli obiettivi di risanamento, qualificazione e sviluppo e per illustrare metodi e forme con le quali giungere all’obiettivo. “Le scelte coraggiose attuate negli ultimi tempi – si legge nella nota – gli sforzi messi in campo per avviare il risanamento economico dell’Asa S.p.A. da soli non possono bastare se non vengono assecondati dall’innalzamento e dal miglioramento dei servizi offerti. Un’azienda come l’Asa è costantemente monitorata ed osservata perché si ritrova ad operare nel settore dei servizi al cittadino ed a rispondere quotidianamente alle esigenze della collettività. Per allontanare la precarietà che ha contraddistinto gran parte della vita dell’azienda, i vertici hanno compiuto scelte precise tenendo presente due principi: in primis l’innalzamento dei livelli qualitativi dei servizi resi all’utenza e la valorizzazione della forza lavoro di cui dispone l’azienda, rifuggendo la facile possibilità di tagliare salari e diritti. Da questa filosofia nasce la volontà di procedere a massicci investimenti nel rinnovo del parco macchine, di procedere al rientro dei servizi affidati a soci o a terzi, di attuare la ricapitalizzazione dell’azienda oltre alla ricerca di una sede unica operativa per ridurre i costi e poter meglio organizzare i servizi. Più volte i vertici aziendali hanno chiamato i sindacati all’assunzione di congrue responsabilità di fronte al piano organizzativo presentato ‘nero su bianco’ dall’azienda. Per questo motivo, per dare ulteriore effetto agli sforzi attuati dall’Asa S.p.A. occorre riscrivere le regole aziendali, assicurare una giustizia organizzativa e cambiare i contenuti ed i modi della contrattazione aziendale. Condivisione dei piani aziendali vuol dire anche procedere ad una inversione di tendenza dei rapporti con i sindacati ed operare una svolta decisa rispetto ad una pratica non più sostenibile. Il servizio che l’Asa attualmente fornice dovrà necessariamente subire modifiche integrali alla luce del nuovo piano di raccolta differenziata e per far fronte ai nuovi impegni, per i quali l’azienda si è dotata e si sta già dotando di nuove attrezzature, occorre chiamare i lavoratori ad uno sforzo organizzativo, proprio nell’ottica della condivisione dei piani di riorganizzazione. La flessibilità sarà la leva da azionare nel rispetto dei diritti dei lavoratori, sarebbe inutile arroccarsi senza confrontarsi sui problemi reali. E’ ovvio che in questa fase non vi è altra scelta se non quella di mantenere in vigore l’attuale orario di lavoro e continuare ad erogare il premio di produttività di 90 euro mensili. Occorre un tempo sufficiente per lavorare ad una proposta complessiva di riorganizzazione dei servizi, di modifica della struttura e sulla scorta di un progetto definitivo alimentare il confronto, ricercando la condivisione sulle scelte di fondo, riavviando la contrattazione aziendale su nuove basi e diversi obiettivi. Tanto per fare un esempio non si può pensare di risolvere il problema proponendo il rientro dei servizi esternalizzati se l’Asa non è in grado di garantirli e soprattutto se non è in grado di garantire una redditività di tali servizi, almeno uguale a quella che garantiscono i privati. In definitiva, ogni nuovo appalto deve costituire per l’Asa una nuova risorsa e non un fardello che appesantisce la struttura o mette in forse quanto è già presente in seno all’azienda. In tale ottica anche la questione relativa all’operazione Fibe costituisce per l’azienda un passaggio al momento onerosissimo e ad alto rischio, che rischia di rendere vano lo sforzo di risanamento e rilancio della società. Per questi motivi l’Asa S.p.A. ha inteso affidare a questo comunicato – che verrà inviato ad ogni singolo lavoratore – un resoconto sintetico di quanto i vertici aziendali, dal presidente, all’amministratore delegato, al consiglio di amministrazione tutto, intendono trasmettere ai propri lavoratori, considerati da sempre una risorsa da valorizzare e rispettare. Gli stessi lavoratori che nelle numerose emergenze che la città e la provincia hanno vissuto non hanno risparmiato energie per ripulire la città e gli altri comuni dalle centinaia di tonnellate presenti in strada, talvolta anche con mezzi e supporti inadeguati rispetto alla situazione che si era venuta a creare. E’ per questo motivo che l’Asa intende comunicare con i propri lavoratori senza filtro alcuni, nella speranza di poter trovare riscontro ad un messaggio di responsabilità e di fiducia. I vertici aziendali, infatti, non intendono ricevere un mandato in bianco, ma intendono poter essere nelle condizioni di poter riscontrare la presenza di un interlocutore dal quale si attendono proposte e critiche. Ai lavoratori l’Asa chiede uno sforzo per voltare pagine insieme nel pieno rispetto delle regole e dei diritti. I vertici aziendali sono convinti che invertire la rotta ed approdare ad una spiaggia di efficienza, competitività ed economicità sia possibile con la solidarietà, il sostegno e la partecipazione di tutte le componente che costituiscono l’azienda, diversamente il fallimento sarà sicuramente in primis dei vertici aziendali ma non loro esclusiva responsabilità”.