Avellino – Al Gesualdo l’artista solofrana Carmen Giannattasio

15 marzo 2006

Avellino – Il Teatro Carlo Gesualdo apre nuovamente le porte ai talenti irpini. Il prossimo mese, infatti, nella casa della cultura avellinese tornerà il soprano solforano Carmen Giannattasio. L’artista della città conciaria sarà di scena con l’opera “Maria di Venosa”. Dopo la fatica di un film musicale in dvd, registrato alla Fenice di Venezia – si tratta dell’opera di Rossini “Maometto II” diretta da Scimone con la regia di P.Pizzi – Carmen Giannattasio si è trasferita per un certo periodo a Berlino dove si è calata operisticamente nei panni di Poppea, personaggio principale dell’opera di Monteverdi “L’ incoronazione di Poppea”. L’opera è ambientata nel periodo romano con una sceneggiatura ricca di costumi. A dirigere il soprano irpino è stato René Jacobs, noto nel mondo dell’opera per questo genere di repertorio che staziona facilmente nel periodo antico. Una manifestazione che ha riscosso un clamoroso successo, tanto da richiedere numerose repliche non solo in Germania ma anche a Bruxelles. “Sono soddisfatta del successo ottenuto e del ritorno al ‘Gesualdo’ – ha spiegato l’artista – Dopo la mia tappa irpina i mesi di maggio e giugno mi vedranno impegnata a Ginevra nelle vesti di Minerva con l’ opera di Monteverdi dal titolo ‘Ritorno di Ulisse in patria’. La mia tappa successiva sarà poi il ‘Ros Festival’ di Pesaro dove mi calerò nei panni di un personaggio rossiniano in un’opera ancora inedita”. Un tour lungo a cui seguirà il break vacanziero che la vedrà con la sua famiglia a Solofra. “Senza dubbio trascorrerà a Solofra il meritato periodo di riposo. La mia stagione teatrale si riaprirà a settembre a Torino al Teatro Regio dove mi calerò nei panni della “Turandot” sotto l’abile regia di Ronconi”. Dopo Torino le fatiche canore l’ attenderanno a Stoccolma, Salisburgo e New York. Fatiche sì ma repentinamente cancellate dagli applausi del pubblico e dai continui successi riscossi. Una sorta di corroborante che dà modo a Carmen Giannattasio di calarsi in eroine di tutti i tempi facendo così sognare un pubblico sempre attento.