Avellino – Al Gesualdo con i ritmi mediterranei con Noa

14 marzo 2006

Avellino – Jazz, rock americano e armonie mediorientali: è il suggestivo mix che accompagnerà “A Sud Luna Nova” il concerto che vedrà Noa interprete delle più belle e celebri canzoni napoletane. Nel live avellinese, al Teatro Carlo Gesualdo il 25 e il 26 marzo prossimi, la voce di Noa sarà accompagnata da uno straordinario ensemble di musicisti tra cui il quartetto d’archi napoletano Solis String Quartet. Il chitarrista Gil Dor, il percussionista Zohar Fresco e i Solis Luigi De Maio, Vincenzo Di Donna, Antonio Di Francia e Gerardo Morrone. 33 anni, cantautrice israeliana con radici yemenite la cui musica è spesso stata elevata a messaggio di pace nel mare di conflitti in Medio Oriente, Noa è cresciuta negli Stati Uniti ma ha sempre cantato la sua terra natale ‘contrastata e senza pace, sintesi antica di oriente e occidente’. Ha vissuto fino a 17 anni a New York, dove ha studiato e fatto le prime esperienze artistiche. Una crisi di identità e il richiamo della mia terra, un giorno, l’hanno spinta a tornare in Israele. Lì ha proseguito gli studi, ha prestato il servizio militare e con una scuola di jazz e musica classica di Tel Aviv, la Rimon School, ha completato la sua formazione, avviata alla High School di New York. Grazie anche alla collaborazione con Gil Dor e con il chitarrista americano Pat Metheny, Noa ha messo a frutto le capacità e la fantasia compositiva che uno spiccato talento musicale ha profuso in lei. Dopo una raccolta di brani cantati interamente in ebraico, è uscito Noa, il disco che l’ha fatta conoscere fuori del suo paese e Blue touches blue, la raccolta più recente, che la cantante ha portato in tournée in tutto il mondo. Per la prima volta nella sua carriera canterà in napoletano… ritrovando nella musicalità partenopea quell’universo di incontri e mescolanze di opposti tanto caro alla tradizione mediterranea. L’universo musicale partenopeo, animato da contrasti e paradossi, che sviscera temi universali quali amicizia, amore e mutamento sociale è un patrimonio mondiale di tutta l’umanità.