Aurisicchio tira le orecchie ad Adiglietti: ‘Non si esce fuori tema’

14 dicembre 2005

Soft nei toni e nel linguaggio, meno, ma controllato quando si tratta di fare una tiratina di orecchie a Gerardo Adiglietti che ieri è uscito fuori traccia per aver inserito nell’ordine del giorno un tema diverso rispetto a quello ‘preventivato’: sviluppo e occupazione piuttosto che crisi al Comune di Avellino. Punti di vista di Raffaele Aurisicchio rispetto alle dichiarazioni rilasciate dal segretario cittadino, che sembrano aver acuito lo scontro all’interno di una maggioranza vicina – almeno fino a ieri – al riappacificamento.
La conferenza di oggi alla federazione di Via Carlo Del Balzo però, non vuole essere questo, quanto piuttosto la presentazione delle iniziative di un partito che per quanto se ne dica “rimane coerente e ancorato alle problematiche del Paese”. Lo sta a dimostrare la seconda conferenza programmatica che vedrà domani pomeriggio con l’on. Bruno Trentin alle ore 15.30 al centro servizi di San Lorenzo in Atripalda, il confronto e la riapertura del dialogo su temi pregnanti e di grande attualità per un “Mezzogiorno che arretra”. E’ solo a latere che, sollecitato dalle domande dei cronisti, il segretario provinciale Raffaele Aurisicchio dice la sua in merito ad una condizione vacillante della maggioranza cittadina che dovrà ritrovare l’unità in vista di appuntamenti importanti quali le politiche del 2006 e in nome – aggiungiamo noi – di un elettorato che ha espresso il proprio consenso al centrosinistra organico.
“Credo che sia difficile per il cittadino fare mente locale rispetto alle vicende che riguardano il Comune di Avellino. Mi auguro che si possa ritrovare la via della composizione in modo da dare slancio alle decisioni importanti per il Comune. Ritengo utile esplicitare le situazioni per mettere in campo soluzioni. Non credo che il punto sia dare addosso a uno o all’altro alleato, ma ritrovare lo spirito in vista di un appuntamento importante. Sarebbe bene, quando si fanno convegni, che hanno all’ordine del giorno lo sviluppo, ci si attenga ai temi. In quella sede (si riferisce all’incontro di ieri al Della Porta, e la stoccata è tutta indirizzata al compagno Gerardo Adiglietti, ndr) bisognava discutere di sviluppo e zone interne e non della questione città. La crisi cittadina non ha visto alcuna ingerenza da parte della segretaria provinciale. Non ritengo opportuno invertire questa tendenza. Ci sono naturalmente delle tendenze che vanno oltre”.
Una digressione che cade a pennello anche per riconquistare il bandolo della matassa e richiamare all’appello chi – imprenditori e sindacati – continua a “giocare” al rimpallo piuttosto che affrontare le questioni e ammettere che ognuno ha le proprie responsabilità per uno sviluppo mancato. Propositivo, piuttosto che polemico, appare Aurisicchio che mette in evidenza come sia fondamentale mettere i paletti e ripartire da qui con chiarezza e coerenza. Un binomio imprescindibile dal quale ripartire per centrare un unico e grande obiettivo: Mezzogiorno al centro con le sue problematiche e soluzioni. Con le sue prospettive.

“Bisogna partire dal fatto che si è ripresentata la nuova questione meridionale. Non è utile affrontarla in maniera autoctona. Bisogna invece tener conto del contesto generale. Abbiamo bisogno del Mezzogiorno che deve essere non più una palla al piede ma un’opportunità per risolvere i problemi del Paese. Dobbiamo recepire le discussioni, i confronti”.
Il contesto è cambiato rispetto alla prima conferenza programmatica svoltasi nel 2003: “il centrosinistra era unito quando si sono vinte le elezioni. Poi ci sono stati problemi dai quali bisogna ripartire per ridiscutere. Sulla città si è aperta una fibrillazione che continua per la quale non si capiscono i tempi di chiusura”. Ad ogni modo “oggi a distanza di un anno abbiamo convocato la seconda conferenza programmatica. Il tutto a dimostrazione che le accuse possono essere smentite per un partito che ha un atteggiamento tutt’altro che politicista. Certo rispetto al 2003, non c’era stata la vittoria che ci ha consegnato alla guida della Provincia e della città. Nel 2003 non si è verificata la grande vittoria alle regionali. Non si proponeva con la stessa forza la questione meridionale. Gli indici ci dicono che si assiste ad un arretramento complessivo del Mezzogiorno. Se c’è una difficoltà, dobbiamo guardare alla stessa. E’ questo l’orizzonte dentro il quale porre la questione della provincia di Avellino”.
E’ questo lo spirito con il quale la Quercia irpina affronta la conferenza programmatica che “si avvarrà di tre sessioni: la prima si svolgerà domani con l’on. Bruno Trentin, il prof. Pasquale Persico e Ugo Marani. Introdurranno: Moricola, Di Iorio e Montefusco. La seconda, a gennaio sui temi della spesa e fondi europei, con la presenza, mi auguro, del governatore Bassolino. Terza tappa, invece, a febbraio, mi auguro con Bersani. Il tutto da confluire poi nella direzione provinciale che riaprirà nuovamente il confronto”.
E’ l’impegno di un partito, “forza di governo responsabile che respinge l’atteggiamento di consociazione innaturale che viene sulle questioni di sviluppo dalle forze sociali che individuano sempre nella politica responsabilità e mancato sviluppo. Credo che sia un atteggiamento sbagliato. Rispetto a queste questioni ci sono responsabilità diffuse. Tutta la teoria dello sviluppo è stata incentrata sul protagonismo delle forze sociali. Si viene ai tavoli di sviluppo con ricette e richieste con l’unico intento poi di dare addosso alla politica. Dobbiamo, al contrario assumerci le responsabilità, tutti, nessuno escluso. Ritengo che ci sia un gioco che non porta giovamento a nessuno”.
In soldoni: inutili e strumentali gli attacchi contro l’esperienza governativa della Provincia, ad oggi sul banco degli imputati “in quanto alla guida c’è un Ds”. Una sottolineatura che appare aver maggiore significato in quanto il riferimento è tutto o quasi, interno al partito diessino. “Credo che ragionare attorno allo sviluppo debba richiedere un atteggiamento di spalmatura. Rispetto al Mezzogiorno ci sono responsabilità della classe politica locale e nazionale”. Il massimo esponente provinciale comunica a chiare lettere il suo messaggio: ‘inutile arrampicarsi sugli specchi e ripercorrere situazioni stantìe’. Ora discutiamo davvero, accompagnando alla teoria la pratica. Ora discutiamo sul Mezzogiorno, sulla presenza dello Stato nel Mezzogiorno, sulla esperienza delle Regioni nel Mezzogiorno”. Ripartiamo da qui per un futuro anche irpino. (Di Teresa Lombardo)


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