Atripalda, l’UdC rompe con Spagnuolo e esce dalla Giunta

4 giugno 2013

Atripalda – E’ caos nella Giunta municipale del sindaco atripaldese Paolo Spagnuolo. Con un documento politico, il gruppo Consiliare UdC sabatino ha reso noto che “… i consiglieri dell’Udc hanno deciso di rimettere le deleghe e gli assessori hanno rassegnato le dimissioni dalla Giunta Comunale”.

In Giunta con Spagnuolo in quota centrista figuravano Antonio Iannaccone e Giuseppe Spagnuolo (mentre i consiglieri sono Raffaele Barbarisi, Mimmo Landi e Dimitri Musto).
Solo un anno fa, il Comune di Atripalda fu apripista dell’intesa programmatica tra Pd e UdC alle Comunali. Ma così come già accaduto anche nella città di Solofra (dove vige tuttora lo stesso tipo di accordo), i rapporti tra centristi e democratici si sono spesso rivelati ‘fragili’.

Di seguito la nota dell’UdC: “Il Gruppo Consiliare dell’UdC di Atripalda ha preso atto che in occasione del rinnovo delle cariche del Consorzio dei servizi sociali ambito A6, il Sindaco Paolo Spagnuolo ha completamente disatteso le intese assunte da tempo in seno alla maggioranza consiliare, che di fatto confermavano un orientamento ormai consolidato da tempo, secondo il quale a rappresentare il Comune negli organi sociali del citato Consorzio fosse il delegato al ramo.

Il Sindaco aveva inoltre assunto un formale impegno in tal senso nei confronti del delegato alle politiche sociali Dimitri Musto, all’epoca anche assessore, allorquando quest’ultimo responsabilmente e con grande disponibilità favoriva la soluzione della questione “quota rosa” in seno alla Giunta Comunale.

Abbiamo, invece, assistito alla rappresentazione del cosiddetto teatrino della politica con protagonista principale il Sindaco Paolo Spagnuolo il quale non ha ritenuto di delegare il consigliere Musto alla odierna assemblea del Consorzio, disattendendo intese ed impegni assunti e senza alcun preliminare confronto all’interno della sua maggioranza (per quanto a noi noto).

E se questo non bastasse ha addirittura assunto la decisione di appoggiare palesemente e di candidarsi nella lista “Sole” di chiara connotazione “PD”, anche in questo caso senza alcun preliminare confronto tra le diverse componenti politiche e consiliari che compongono la maggioranza e lo sostengono.

Alla luce di quanto accaduto è venuto meno, pertanto, il rapporto fiduciario e le condizioni di pari dignità che necessariamente devono legare un sindaco con le forze consiliari della maggioranza; a causa di ciò che i consiglieri dell’Udc hanno deciso di rimettere le deleghe e gli assessori hanno rassegnato le dimissioni dalla Giunta Comunale”.