Atripalda: in consiglio le polemiche, le attese e le nuove modifiche statutarie

18 aprile 2005

Ritorna a riunirsi il Consiglio comunale di Atripalda dopo circa quattro mesi, considerato che l’ultima assise risale al 16 dicembre dello scorso anno. Al centro del dibattito certamente le ripercussioni delle dimissioni dell’assessore Pacia, il subentro provvisorio di Gerardo Capaldo nell’esecutivo , l’approvazione del bilancio, il prezzo di cessione per le aree che il Comune destinerà alla costruzione di alloggi tra cui i terreni dei 40 alloggi Peep di Via Cesinali, e altri temi che terranno banco nell’incontro fissato dalla Rega alle ore 19.00 di questa sera. Il caso del dimissionario Ulderico Pacia certamente terrà banco anche in considerazione della modifica dell’articolo che fissa a sette il numero degli assessori in giunta, che, com’è noto, abbisogna di una maggioranza qualificata, i due terzi dell’assemblea per l’approvazione . Ipotizzato che non ci siano assenze, la maggioranza avrà i numeri per introdurre il principio di flessibilità (una giunta con un minimo di 5 ed un massimo di 7 assessori). Tra i voti contrari si delinea la posizione di Forza Italia, Alleanza Nazionale e dell’Udc. La “sorpresa” dovrebbe risultare il voto favorevole di Emilio Morchella, oggi in quota Udeur che sebbene eletto nella Cdl, oggi fa parte del centrosinistra. Interrogativi invece sulla posizione del rappresentante dello Sdi, Pacia e di Andrea De Vinco. L’assise comunale verrà investita dalle due comunicazioni del primo cittadino sul caso Irm di Manocalzati con l’impatto ambientale che ha riguardato anche il territorio atripaldese e il Piano di zona sociale e la programmazione del triennio 2005-2007. Su quest’ultimo argomento, anche il nuovo assetto dell’ufficio di Piano che nel dibattito in corso tra le forze politiche locali prevede un consorzio o una società in house con la nomina di un amministratore unico. Tanta carne a cuocere dopo quattro mesi di assenza. Rispetto al passato della politica amministrativa locale, ricca di tensioni e polemiche, Atripalda sembra aver perso il suo tradizionale “peso” nell’ambito provinciale.