Atripalda – De Luca (Pd): “Chi non sceglie è un’opportunista”

21 marzo 2011

Atripalda – “Non credo al centro in politica, chi sceglie questa collocazione è un opportunista; devo decidere prima se stare con il centrodestra o il centrosinistra, ma chi non sceglie è un ignavo”. A parlare è il senatore del Pd Enzo De Luca, intervenuto ad Atripalda sul tema ‘Sud e federalismo fiscale nel 150° dell’Unità d’Italia’, dibattito promosso dalla sezione del Pd della città del Sabato guidata da Federico Alvino.
Tra gli interventi quelli dei sindaci Aldo Laurenzano e Pino Galasso, dell’ex presidente della Provincia Alberta De Simone, la deputata regionale Rosetta D’Amelio, Francesco Barra ed il segretario provinciale del Pd Caterina Lengua. In sala visti i consiglieri Arturo Iaione, Maurizio De Vinco, Antonio Iannaccone, Franco Landi, Andrea Montuori, Enzo Aquino, Antonio Tomasetti ed il responsabile provinciale enti locali Enzo Venezia.
Anche se non direttamente, De Luca ha fatto riferimento alle vicende che hanno visto coinvolto il Pd atripaldese nelle ultime settimane e in particolare ai tre assessori che hanno deciso di non rinnovare la tessera dei democratici: “Sono convinto – ha detto – della necessità di riscoprire la spinta propositiva dei territori e mi auguro che ci sia un rapporto nuovo con gli assessori e i dirigenti di partito, al fine di dare risposte alle istanze dei cittadini. Questa è l’essenza di un partito, altrimenti ci ritroveremo di fronte a un movimento, nel quale non c’è riconoscimento ma un semplice vivere alla giornata”.
Ma ad aprire i lavori è stato il sindaco di Atripalda Aldo Laurenzano: “Il Pd è stato assente ma finalmente si è svegliato e ha capito che deve affrontare queste tematiche che hanno ricadute concrete sull’Amministrazione e sui cittadini. Peccato che, per quattro anni, ci sia stato il silenzio più assordante, proprio quando l’Amministrazione aveva bisogno di aiuto, quando il Sindaco era attaccato pubblicamente per alcune scelte dolorose ma indispensabili per salvare Atripalda dal dissesto finanziario. In quei frangenti, siamo rimasti davvero in pochi e non c’è stata traccia di un solo segretario del Pd locale o provinciale. Ma noi non abbiamo mollato per il bene del paese e, sinceramente, c’era e c’è bisogno di unità e di rasserenare gli animi, piuttosto che di polemiche, di divisioni e di aggettivazioni infelici. Non ho mai perso la speranza e, adesso, vedo che anche il Pd ricomincia a sperare e a muoversi e ne sono felice”.