Ato, verso la candidatura Giuditta e le sorprese Bilotta e Di Paola. Tensione tra i Ds e la D’Amelio si infuria

9 maggio 2005

L’assemblea dei sindaci dell’Ato ha un nuovo presidente e il suo vice. Mario Pepe, ex deputato della Margherita di San Giorgio del Sannio, è stato eletto, nel corso dell’incontro di questa mattina al Victor Hugo, a capo del collegio dei sindaci in seno all’Ente d’ambito che sovrintende alla politica delle acque e depurazione in 195 Comuni delle province di Avellino e Benevento. Suo braccio destro, il primo cittadino di Flumeri, Sinibaldo Di Paola, in quota Ds (che alle 10 di ieri mattina non faceva parte della rosa). Eletti nel Cda anche Gerardo Bilotta di Avellino (Margherita), il diessino Alfonso Merola di Caposele, in rappresentanza dei Comuni al di sopra dei 20mila abitanti e Giandonato Giordano di Guardia Lombardi (Margherita) per i centri al di sotto dei 20mila abitanti. Infine la presa d’atto dei componenti di diritto del Cda: il sindaco di Avellino, Pino Galasso, Pasquale Giuditta, segretario provinciale dell’Udeur, delegato della Provincia irpina, il presidente della Provincia di Benevento, Carmine Nardone e Salvatore Colatruglio, delegato del primo cittadino sannita D’Alessandro. Rinviata, come accadde nel 2002, la nomina dei tre revisori dei conti. Insomma un nodo sciolto, quello delle cariche del Consiglio d’Amministrazione dell’Ato Calore Irpino, che lascia tirare un sospiro di sollievo ad un centrosinistra affannato. Una crisi sventata, verrebbe da dire, o una presa di coscienza della coalizione a portare avanti incontri concludenti -come ha sottolineato il presidente della Provincia di Avellino, Alberta De Simone – piuttosto che fomentare fibrillazioni inutili. “Mi auguro – ha affermato il numero uno di Palazzo Caracciolo – che il nuovo gruppo lavori con passione e profitto come è stato fatto in questi tre anni dal presidente De Stefano, per portare avanti l’impegno a favore del risanamento e della tutela ambientale”. E la politica economica e gestionale di Lello De Stefano è stata ‘apprezzata’ dall’assemblea dei sindaci che ha approvato il bilancio consuntivo. Entusiasta Sinibaldo Di Paola che non nasconde, però, una certa preoccupazione riguardo alla nuova responsabilità: “Sono stato scelto dal partito (vicino alle posizioni di Alberta De Simone, ndr) – ha dichiarato – e spero di non deludere le aspettative di quanti hanno voluto che ricoprissi questa carica”. Ma la quiete del momento è stata interrotta dalle stoccate lanciate dal sindaco uscente di Lioni, Rosetta D’Amelio, nei confronti di una politica ‘miope’ in termini di equilibri rappresentativi. In poche parole alla neo esponente della giunta Bassolino non è andata giù una vicepresidenza, ancora una volta, ‘maschile’. Come è noto la delega per il comune di Flumeri era nelle mani di Marisa Di Cecilia, vice di Di Paola ed in quota Ds per la componente bassoliniana. Insomma un vero blitz, inatteso, che ha portato all’investitura del primo cittadino di Flumeri e rafforzato la posizione dei Ds vicini alla linea Aurisicchio-D’Ambrosio-De Simone. Ad ogni modo il più è stato fatto: si attende solo l’ufficializzazione del nuovo presidente… investitura che risulta essere solo una formalità, considerando la convergenza del centrosinistra sul nome di Pasquale Giuditta. Il caso Ato, che precede le nuove nomine dell’Istituto Case Popolari, Asa e alcuni Enti definiti “minori” (come il Consorzio Universitario, il Rubilli e i nuovi vertici delle Comunità Montane) apre di fatto la stagione degli incarichi. Che, ad onor del vero, sin dalle prime schermaglie, sono all’insegna della guerra – non tanto fredda – delle divisioni all’interno dei partiti del centrosinistra. In primis tra i Ds e, a seguire, per i riflessi del post voto alle regionali, all’interno della Margherita a causa del dualismo Sena-De Luca . (Marianna Morante)