Ato Rifiuti, scontro sulla suddivisione in Sto: sindacati in ansia

Ato Rifiuti, scontro sulla suddivisione in Sto: sindacati in ansia

16 giugno 2015

Nulla di fatto al termine dell’assemblea dei sindaci dell’Ato Rifiuti, riuniti stamane a Palazzo di Città di Avellino.

La conferenza delle fasce tricolori si scioglie sul più bello. Il punto riguardante la delimitazione degli Sto in Provincia in ottemperanza alla legge n.5 del 24 gennaio 2014 salta a causa del mancato raggiungimento del numero legale. Protestano i comuni dell’Alta Irpinia che abbandonano la seduta facendo venire meno il numero legale.

Il presidente dell’assise, il sindaco di Montoro Mario Bianchino, rinvia così la discussione al prossimo incontro che sarà convocato per forza di cose con il medesimo ordine del giorno ad eccezione del regolamento.

salzarulo

Rodolfo Salzarulo

Il nodo riguarda la riorganizzazione dello Sto n. 7. Il sindaco di Lioni Rodolfo Salzarulo pone una questione di modifica del sottoambito chiedendo la riduzione del numero dei comuni dai 21 proposti a 16.

Sul punto si registra la nota dei sindacati:

“Oggi si è tenuta l’assemblea dell’ATO rifiuti, dove hanno partecipato i lavoratori del settore con una nutrita delegazione. Tralasciando gli aspetti procedurali, come il regolamento, che hanno avuto l’approvazione di tutti, va il nostro pieno apprezzamento per le linee programmatiche, tracciate dal CDA dell’ATO ed espresse direttamente dal presidente Bianchino. L’aver individuato degli indirizzi rispondenti ai contenuti della legge regionale, rappresenta la riconferma di una volontà di migliorare l’attuale gestione unitaria e pubblica e contestualmente ricercare gli interventi necessari per il contenimento dei costi. Dobbiamo invece esprimere le nostre preoccupazioni per la mancata approvazione degli STO.

Il voler cercare di frammentare eccessivamente il territorio provinciale in sette/otto STO, da parte di alcuni sindaci, non è certo la soluzione ideale, perché si antepongono le rivendicazioni di area agli interessi generali. Questo rappresenta un pericolo perché ogni comune potrebbe accampare delle specifiche esigenze per rimettere in discussione quanto proposto e soprattutto questa richiesta sottace una volontà non espressa che si tenta di ritagliare aree territoriali che successivamente vorranno sganciarsi da un ragionamento più collettivo e generale. Se il servizio deve essere unitario a cosa serve uno scontro sulla collocazione del singolo comune, quando il vero problema è cosa facciamo in ambito provinciale sui servizi e sui costi?
Noi ci auspichiamo che i tempi di rinvio siano brevi, e comunque prima del periodo estivo, in modo che si possa poi passare alla reale programmazione del servizio e al completamento dell’impiantisca, strada maestra per ottenere il contenimento dei costi”.