Ato, Giuditta: “anche il Sannio avrà la sua sede”

2 giugno 2005

Avellino / Appare tranquillo il neo presidente dell’Ato all’indomani della designazione. Pasquale Giuditta, l’irpino sannita, così si definisce simpaticamente per gli affetti che lo legano a Benevento e non solo, spiega passo dopo passo il cammino che intende portare avanti in nome di una sinergia che deve vedere protagonista l’ente del Victor Hugo, che a breve, avrà – tranne qualche incidente di percorso – anche un’altra sede: questa volta a Benevento. E’ una delle prime proposte dell’esponente dell’Udeur: anche in questo è giusto che ci sia la ‘par condicio’. “Ritengo opportuno che l’assemblea dei sindaci, le riunioni del Cda si svolgano anche fuori dal territorio irpino. Questo per creare condizioni di omogeneità del territorio”. Un lungo excursus dove emerge la necessità di andare avanti senza forzature garantendo l’equilibrio necessario tra due province dove “prevale purtroppo ancora la diffidenza”. Non manca chiaramente di sottolineare, ancora una volta, il perché di una elezione che ha visto ‘aventiniana’ la componente sannita. “Non potevamo più rimandare. La nomina di Del Vecchio era anch’essa necessaria: dovevamo tecnicamente eleggere il vicario che non poteva non essere del beneventano. Credo che in questo sia stato rispettato l’equilibrio: il presidente dell’assemblea dei sindaci (Mario Pepe) ed il suo vice sono rappresentanti del territorio sannita”. Una sottolineatura d’obbligo alla luce di una presa di posizione, che vedrebbe l’ente d’Ambito Calore Irpino, monco di una parte. Una levata di scudi “legittima sia in riferimento all’affidamento del ciclo integrato delle acque che rispetto alle tariffe. Tale è la proposta di Luca Colasanto. Anche se ritengo che la individuazione degli Enti d’Ambito non vada fatta in base ai confini geografici, ma ai bacini idrografici. Tant’è che quasi tutti gli Ato sono interprovinciali”.
Una riflessione anche per sottolineare che “le incomprensioni non ci sono laddove si imposta un rapporto basato sul confronto costruttivo. E laddove si tengono presenti le funzioni dell’ente nel ‘mirino’: non si occupa di gestione ma di programmazione e controllo del ciclo integrato delle acque”.
Come pensa di gestire un ente così complesso? In particolare quale sarebbe la soluzione per rasserenare gli animi sanniti, che in più occasioni hanno manifestato le proprie preoccupazioni?
“L’Ente è garantito da tutti i sindaci della provincia di Benevento. Per quanto riguarda le tariffe e l’affidamento questo è un discorso che va fatto anche con gli attuali gestori. Credo che se i gestori cominciassero un percorso di adeguamento alle norme che regolano il servizio delle acque, potremmo andare avanti in un clima di collaborazione. Del resto è quanto serve per tutelare il nostro patrimonio e garantire un servizio efficiente”. Tra questioni spinose, (non esclusa quella posta dal sindaco del Tricolle Domenico Gambacorta), riflessioni ad alta voce, Giuditta dice la sua: ‘Ritroviamo l’armonia’. E… noi, ce lo auguriamo! (di Teresa Lombardo)