Asa e centrosinistra, le stoccate di Adiglietti

13 giugno 2005

Avellino – Caso Asa: i nodi saranno sciolti nel giro di un paio di settimane. Parola del vice presidente e segretario cittadino dei Ds, Gerardo Adiglietti che nell’inquadrare l’effettivo status quo della società, auspica un futuro aziendale più roseo e attivo. Un’analisi che non ha mancato di evidenziare il malessere politico che aleggia intorno alla vicenda. A cominciare da “chi ha voluto che i segretari cittadini portassero il proprio contributo alla causa Asa e poi pongono questioni… in merito a cosa? Mi sembra che abbiamo adempiuto al nostro compito. Non c’è motivo di restare, almeno per quanto mi riguarda. Le sollecitazioni che si sono registrate nei confronti di qualcuno, le ritengo misere e senza commenti. La mia nomina e quella di Rosato sono state osteggiate fin dall’inizio da chi parteggiava per i vecchi dirigenti e da coloro che si sono poi rivelati protagonisti di scelte sbagliate”. Sul versante propriamente gestionale Adiglietti definisce “disastrosa” la situazione riscontrata dal Cda -Rosato (Margherita), Adiglietti (Ds), Napolitano (Udeur), Gennaro e Emiliano Pescatore- all’indomani dell’insediamento: “sia sotto il profilo finanziario – precisa l’esponente della Quercia – che organizzativo. Senza contare lo stato delle infrastrutture e i dei mezzi disponibili. Il nostro immediato compito è stato quello di risanare le casse e di tentare di riorganizzare la società, lasciando che emergessero i problemi reali: un disavanzo insostenibile”. Insomma una situazione delicata considerando anche che l’Asa costituisce il braccio operativo del Cosmari, il maggiore azionista della società di Viale Italia. “Abbiamo estinto il debito accumulato (120mila euro), approvato il bilancio e ci avviamo a convocare l’assemblea per apportare alcune modifiche allo statuto attuale che limitano l’azione della società”. E ancora stoccate severe, per quanto implicite, ai compagni di partito D’Ambrosio e Aurisicchio sull’atteso -ma aleatorio- tavolo di centrosinistra più volte incoraggiato dai due esponenti della Quercia e più volte disatteso. “In città le riunioni dei partiti della coalizione avvengono con scadenze frequenti, probabilmente perché ci si confronta su questioni di interesse maggiore per la cittadinanza. Per quanto riguarda questo aspetto mi considero più fortunato rispetto ai miei compagni… anche se c’è da non sottovalutare l’insensibilità di qualche partito”. (di Marianna Morante)