Arturo Bascetta presenta libro ad Atrani

25 agosto 2014

La storia si riprende la piazza. Stavolta è tutta dedicata ad un libro, Atrani di Lurano, quello di Arturo Bascetta, cronista storico alla sua 150esima pubblicazione, il quale, stavolta ha ricostruito gli anni bui della Costiera, prima dell’Era della Restaurazione, cioè della ricostruzione di Amalfi, avvenuta nel 1200. Si presenta infatti questo martedi, 26 agosto, alle ore 20, in piazza Umberto I, l’interessantissimo volume di Bascetta che incontra il sindaco di Atrani, Luciano De Rosa Laderchi, entrambi intervistati da Alfonso Bottone, presidente di …incostieraamalfitana.it Il volume fa luce sull’Alto Medioevo e ridà dignità agli atranesi che fondarono la prima chiesa intitolata al patrono neapolitano per eccellenza,  San Ciro, o Quirico che dir si voglia, e sua madre, S.Giuditta detta Giulitta. Lo fecero costruendo una città non lontano dall’antica Sirena Partenope che si chiamò Civitate Atrani e fu la capitale di un altro e diverso Ducato chiamato Ducato Heapoli. “La storia va riletta confrontando i toponimi di tutte le pergamene conservate nelle abbazie – ha detto Bascetta – di Montevergine come di Cava, di Bari come di Montecassino, perché, a causa di omonimie molti priorati, durante i riassetti medioevali e la compravendita delle terre, acquistando e vendendo feudi, finirono assorbiti da questo o da quel monastero, disperdendo le pergamene. Da qui la confusione, nel caso specifico, dei fatti accaduti ad At-Rano, Atrani, Trani, Itrani e via discorrendo e il nostro tentativo di ridare a Cesare ciò che gli appartiene”.  Il libro è un viaggio in un mondo magico fatto di guerriglia religiosa fra i Salernitani con i loro santi cattolici guidati dal Papa e i Napoletani che tifano per gli Armeni e si reimpossessano nel territorio che già fu capitale italiana di Costantinopoli: Urbe Regina. Stavolta fu infatti scelta Atrani a sede del nuovo ducato dei Napoletani che però durò pochissimo, dal 1085 al 1088, anno in cui il terremoto distrusse tutto e costrinse alla pace dei Longobardi coi Normanni con la nascita della ‘Repubblica a Civitate Dei a Loco Porta’, la nuova città di Dio fondata dai beneventani sul Monte Majore intorno a Torre San Nicola, fra il Vico Taurentur dei Romani, il Monte Urano di Enea e l’orto sacro di Virgilio. Ne scaturì un’altra lotta fino all’arrivo dei Siciliani che libereranno Regina e Atrani che rifonderanno la cattedrale del SS.Salvatore di Atrani e di S.Trofimena a Minori. Bascetta ridà dignità ad Atrani, anch’essa capitale della costiera, ma in un diverso tempo e di diverso partito, fino alla distruzione della Reggia di Costantino, in ex Trinità à Forcella, e del Ducato di Heapoli, a Torre dello Ziro sul Pontone, quando il ribelle normanno Borsa fu deposto e lo zio Ruggiero I divenne Duca di Puglia con Ugo d’Este vicario di Salerno dopo l’uccisione di Re Guglielmo nel 1126. Poi la rinascita del Regno di Partenope di Re Ladislao, nel 1390, che fece di Atrani la capitale della nuova Puglia. Ma questa è un’altra storia, che Bascetta ci racconterà in un altro libro, dopo aver collezionato quattro piemi nel 2014, ricevuti dalla ABE a Minori (Sa), Taurano (Av), Marzano di lauro (Av) ed infine a Tramonti (Sa) da Amalfiguide.it.