Arte in scena, al “Gesualdo” in mostra i “Vizi Rossi” di Sassone

7 novembre 2013

Avellino – Rosso è il colore del peccato. Rosso come il filo conduttore dei dubbi, dei tormenti, delle disperazioni che albergano nella vita interiore di ognuno di noi. Rosso è anche il colore del vizio che ha Giovanni Sassone per la pittura, in mostra nel Foyer del Teatro “Carlo Gesualdo” di Avellino da venerdì 8 novembre 2013 “Vizi rossi” è la prima personale di Giuseppe Sassone, giovane talento irpino nato ad Avellino nel 1985 e che vive e lavora a Sperone e si inserisce nell’ambito del cartellone “Arte in scena 2013”, il progetto di “Teatro aperto” a tutte le forme d’arte, a tutti i linguaggi della cultura e a tutti i talenti che coltivano e difendono il bello, fortemente voluto dalla presidenza dell’Istituzione Teatro Comunale. L’osservazione, quasi ossessiva, da entomologo delle passioni umane, delle debolezze e dei tormenti quotidiani è alla base dell’opera del giovane Sassone che fissa nei suoi quadri emozioni rese nitidamente con la puntuale drammaticità del tratto, una precisione spietata che cerca di mostrare, nel dettaglio, quello che normalmente è invisibile. Al vernissage, che si terrà nel Foyer del Teatro “Carlo Gesualdo” di Avellino venerdì 8 novembre alle ore 18.30 saranno presenti oltre all’autore anche il presidente dell’Istituzione Teatro comunale Luca Cipriano e la giornalista Antonella Russoniello. «E’ limitativo definire Giuseppe Sassone un iperrealista – scrive Alessio Brugnoli – perché a differenza di una certa neofigurazione italiana, non si limita a rappresentare, scopiazzando le immagini da qualche foto, ma ad interpretare cos’è l’Uomo, perché vive e soffre. E lo fa non con complesse riflessioni filosofiche, ma con l’evidenza poetica dell’immagine che mostra, con grande abilità tecnica, ciò che siamo e ciò da cui spesso volgiamo lo sguardo». Il vizio di Giuseppe è la pittura, il rosso come vibrazione della sua tensione verso un umanesimo che cerca affrancamento attraverso l’analisi. Giuseppe dipinge la carne viva della solitudine, della incomunicabilità. Grida senza voci, come nei peggiori incubi, cercano conforto in chi guarda. Nei suoi quadri non ci sono sguardi, niente occhi. Gli occhi sono solo di chi osserva, guarda, comprende, e finalmente lenisce il dolore. La personale di Giuseppe Sassone rimarrà nel Foyer del “Gesualdo” fino a venerdì 6 dicembre 2013 e sarà aperta al pubblico dal martedì al sabato dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20. E domenica 24 novembre dalle 16 alle 20.