Ariano – Visita Pastorale alla Diocesi: Lettera del Vescovo e Inizio

18 marzo 2011

Domenica 21 novembre 2010 la Diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia ha celebrato la Giornata dell’Indizione della Prima Visita Pastorale alla Chiesa arianese di S. E. Mons. Giovanni D’Alise. Dall’ultima tenutasi in Diocesi, sono trascorsi più di 25 anni (1981-1986 Mons. Nicola Agnozzi). Domenica 20 marzo 2011, l’evento entrerà nel vivo con la Visita alla prima parrocchia della diocesi (parrocchia di Santa Maria Assunta – Cattedrale di Ariano I., dal 20 al 27 marzo 2011). Tra i due momenti, il Vescovo D’Alise ha fatto giungere “a tutte le membra della Chiesa locale e ad ogni uomo di buona volontà che vive in essa” la sua Lettera dal titolo “Oggi devo fermarmi a casa tua” (Lc 19,5), per sottolineare, in particolare, quali siano gli intenti di una Visita Pastorale. La lettera prende il suo titolo dall’episodio evangelico dell’incontro tra Gesù e Zaccheo e le parole che il Signore rivolge a lui: “Scendi subito, oggi devo fermarmi a casa tua […]. Oggi la salvezza è entrata in questa casa” (Lc 19,5.9).
Paradigma fondamentale della Lettera, nonché della Visita indetta, è proprio l’incontro. Il testo episcopale, infatti, comincia con queste parole: “Il Vescovo viene a visitare la vostra comunità e le vostre case per incoraggiarvi, per rafforzare la vostra fede e rinnovare l’incontro che ci ha salvati e nel quale ci ha donato infinite consolazioni: l’incontro con Gesù Cristo, nostro fratello e Signore”. Il Vescovo prosegue precisando che “nell’incontro tra il Vescovo e la comunità si rende attuale e visibile l’incontro tra Cristo e il suo popolo. Il Vescovo è segno della paternità e della sollecitudine del Signore verso di noi (…), perché a tutti possa arrivare un invito alla speranza”. Adottando l’icona evangelica dell’incontro tra Gesù e il pubblicano Zaccheo, il Pastore vuole richiamare il popolo di Dio affidato alla sua cura pastorale ad una realtà fondamentale dell’essere cristiani: “Non esiste conversione e salvezza, non ci può essere gioia e vita, non si è discepoli autentici senza aver incontrato personalmente Gesù nel cammino della vita e senza aver ascoltato la sua Parola e averla sentita attuale e rispondente alle esigenze della nostra esistenza”. In effetti, “solo chi si sente amato dal Signore può cambiare vita, aprirsi alla luce che viene dall’Alto e rinnovare, pagando di persona, la comunità, testimoniando ad ognuno quell’amore che ha ricevuto gratuitamente”. E, ancora, “ciò che accade tra Gesù e Zaccheo non è il ricordo sbiadito e custodito in una pagina evangelica di un fatto relegato nel passato, ma è la dinamica della conversione che tocca la vita di chi si lascia interrogare dal passaggio di Cristo. Gesù continua a chiamare ogni uomo a riconquistare la sua dignità e a liberarsi da ciò che lo rende meno umano e cioè il peccato e l’egoismo”. Nell’incontro con il pubblicano “Gesù dona amore a Zaccheo e lui comincia a rispondere praticamente a questo amore con una vita coerente con quanto il Signore gli ha chiesto”. Pertanto, “la Visita Pastorale del Vescovo si comprende in questa luce e in funzione di questo incontro con Cristo che cerca, ama e salva chiunque ha bisogno. Il Vescovo visita le locali realtà territoriali per capire se le comunità ecclesiali qui presenti siano segno efficace del Cristo che cerca e salva”. In questa luce, “la Visita Pastorale non costituirà un adempimento giuridico formale che il Vescovo deve compiere come prescritto dalla legge ecclesiale, ma il desiderio di un padre che vuole incontrare i suoi figli per testimoniare la fede nel Risorto, correggere quanti hanno smarrito il senso del vivere evangelico, per incoraggiare rapporti nuovi e autentici che diano alle nostre comunità un respiro evangelico”.