Ariano – L’amministrazione comunale replica ai sindacati

16 marzo 2011

Precisazioni da parte della Civica Amministrazione del Comune di Ariano Irpino in merito alle accuse rivolte, a mezzo stampa, dalla Cisl nella persona di Tullio De Padua sulla mancata definizione contrattuale per gli anni 2008, 2009, 2010. Non corrisponde assolutamente al vero che non siano stati fatti tentavi per approdare al buon esito della vicenda. Questa Amministrazione non si è mai sottratta al confronto dialettico con la Cisl e con tutte le altre organizzazioni sindacali, a cominciare dalla partecipazione in sede prefettizia nel novembre scorso in merito al tentativo obbligatorio di conciliazione, voluto dalla stessa Cisl. Successivamente il Presidente della delegazione di parte pubblica, Vincenzo Lissa, ha convocato le organizzazioni sindacali in data 18 novembre 2010, poi in data 22 novembre, ancora in data 25 novembre ed infine il 17 dicembre 2010. Ogni incontro si è rivelato improduttivo piochè la Cisl, che vanta il maggior numero di Rsu che ad essa fanno capo, facendo prevaricare la logica dei numeri non ha inteso sottoscrivere il Contratto rivendicando in maniera del tutto infondata una pretesa economica assolutamente non legittima sul piano giuridico. Questa Amministrazione ispira il proprio modo di operare ad un principio di civiltà giuridica, che si basi sul rispetto delle regole codificate e non su pretestuose, strumentali ed infondate pretese economiche. Se anche la Cisl si fosse seduta al tavolo con lo stesso spirito responsabile delle altre organizzazioni sindacali di rispettare le regole, i dipendenti di questo comune, ad oggi, avrebbero potuto fruire dei vantaggi derivanti dalla sottoscrizione del contratto. Pertanto è da imputare esclusivamente alla Cisl ogni responsabilità per l’inibizione ai dipendenti di poter fruire della produttività collettiva. Ma ci si chiede come possa la Cisl salvaguardare i diritti dei lavoratori senza rispettare le regole giuridiche riportate nel contratto di categoria! Se proprio la Cisl ritiene che le regole siano state violate ci si chiede, inoltre, perchè non si sia già attivata presso il Giudice del lavoro piuttosto che continuare a cercare risonanza mediatica attraverso comunicati stampa. Sia chiaro che questa Amministrazione non si lascerà condizionare da tale modulo, avendo deciso con forza di perseguire il rigore delle regole. Viene da chiedersi, ancora, come mai venga contestata l’inutilità del verbale del 3 febbraio 2011 solo in data 16 marzo 2011 con argomentazioni pretestuose da parte della Cisl, a riguardo gli asterischi potrebbero sprecarsi, considerato che tale organizzazione ha abbandonato il tavolo dopo aver presentato un proprio documento e quindi senza aver ascoltato quanto avesse da dire l’altra organizzazione sindacale presente e sottraendosi, pertanto, ad ogni forma di confronto. Si coglie, infine, l’occasione per far presente che questa Amministrazione, in tempi brevi, sarà in grado di dare risposte concrete sul piano della riorganizzazione amministrativa degli uffici, badando al concreto e non alle sterili polemiche, avendo già avviato un percorso di miglioramento dell’efficienza dei servizi che si auspica di poter contrattare con tutte le organizzazioni sindacali.