Area Vasta. Si pensa a smistamento merci nell’ex area Isochimica

8 novembre 2013

L’Area Vasta è uno di quei progetti sul quale Paolo Foti ha deciso di investire a tutto campo, dichiarando a più riprese che il futuro della città si gioca proprio sulla sua realizzazione. “L’Irpinia vive un grosso momento di difficoltà, noi sindaci dobbiamo rimboccarci le maniche e iniziare ad individuare obiettivi e soluzioni”. Così il primo cittadino esordisce a margine dell’iniziativa che chiude il secondo ciclo di incontri del Piano Strategico e che ha registrato la partecipazione e la voglia di numerosi amministratori di aprire un ragionamento costruttivo su un tema così importante.
Infatti, creando un progetto unitario che inserisce i comuni irpini in un percorso di crescita intelligente, inclusivo e sostenibile, così come previsto dai programmi di finanziamento dell’agenda dell’Unione europea 2014-2020, l’Area Vasta potrebbe essere la carta vincente dell’Irpinia. “Bisogna fare rete – chiosa Foti – in modo da poterci presentare con proposte condivise all’apertura dell’agenda 2014-2020 poggiando le nostre idee su esigenze reali”. Secondo il sindaco bisogna abbandonare l’idea di una industrializzazione assistita e puntare sulla vera vocazione del territorio. “L’intuizione di un’industrializzazione spinta – dichiara – non è riuscita a competere sul mercato e si è tralasciata quella che resta una grandissima opportunità e che darebbe sviluppo e occupazione: l’industria di trasformazione. Acqua, energia e rifiuti devono essere le gambe di un tavolo di discussione per poi accedere ai fondi comunitari”.
Come sottolinea l’assessore Paolo Ricci lo strumento utile per la realizzazione di un progetto così ambizioso è la cooperazione, non a caso lo slogan che contraddistingue il Piano Strategico è proprio Essere-in-Comune.“Per ripartire bisogna aprire un ragionamento – spiega Ricci – individuare le priorità, capire la filosofia di fondo che vogliamo portare avanti e poi arrivare ad una programmazione condivisa nell’interesse di tutti”.
La proposta di Ricci è stata accolta con favore da tutti i sindaci presenti in sala che all’unanimità, si sono detti consapevoli del ruolo guida che riveste Avellino: “Guardo alla provincia come una rete – ha dichiarato Rosanna Repole – di cui la città capoluogo è capofila, deve per questo avere capacità di ascolto per mettere insieme tutti quei pezzi di territorio che non sempre, in passato, hanno saputo tenersi insieme, ma hanno fatto prevalere inutili campanilismi”.
Tra le proposte emerse per rilanciare il ruolo strategico della provincia quella del sindaco di Mercogliano, Massimiliano Carullo: “Un centro di distribuzione urbana a Pianodardine con funzioni di smistamento merci e di interconnessione con il retroporto in Valle Ufita a servizio dell’Alta Capacità Napoli Bari potrebbe avere una funzione di rilancio per l’intera area urbana”. Su quest’idea subito la piena adesione di Foti che ha spiegato che il progetto è già in itinere e che probabilmente l’area identificata sarà l’ex Isochimica.
A rilanciare la proposta anche Luigi Tuccia vice-sindaco di Atripalda che in realtà ha sottolineato che un’idea del genere era già sta messa in piedi nel 2009: “Il centro di distribuzione urbana è un’idea che nasce nel 2009 dagli accordi di reciprocità tra il comune di Avellino, Mercogliano e Monteforte. In quell’occasione Atripalda, vista la sua vocazione commerciale, fu immaginata come la sede più opportuna per creare un sorta di dogana quale punto di interscambio merci in collegamento diretto con Salerno e l’Alta Irpinia”.di Rosa Iandiorio