Arace: “Troppo narcisismo, puntiamo a un progetto”. E a Pizza: “Noi e FI noi siamo uguali”

Arace: “Troppo narcisismo, puntiamo a un progetto”. E a Pizza: “Noi e FI noi siamo uguali”

3 dicembre 2018

Marco Imbimbo – Avviare subito una fase di partecipazione e dialogo da cui far nascere un progetto per le prossime amministrative. «I nomi sono l’ultima cosa». Nadia Arace, referente della sinistra cittadina e dell’associazione “Si Può”, traccia il percorso che dovrà portare alla nascita di un progetto che sia alternativo sia a chi ha sempre governato in città e sia ai 5 Stelle perché «è stata sbagliata la risposta al cambiamento, ma la domanda resta».

Nel corso di una conferenza stampa ha fatto il punto della situazione su ciò che è accaduto in Aula, fino alla sfiducia all’ex sindaco Ciampi, ma ha anche illustrato ciò che metterà in campo la sinistra cittadina.

«E’ necessario puntualizzare alle scomposte interpretazioni di Sibilia sul voto di sfiducia. Lui teorizza che, chiunque abbia votato la mozione, sia un disonesto e abbia qualcosa da nascondere o inchieste in atto. Sibilia mente sapendo di mentire – tuona Arace. Io non ho alcuna inchiesta in atto e non ho responsabilità sui bilanci perché ho sempre bocciato quelli di Foti. Questo giochetto di mescolare sempre tutto e il contrario di tutto tende a creare solo confusione». La stessa che, secondo Arace, fa anche Nello Pizza quando «si rivolge indifferentemente a noi e Forza Italia per aprire un dialogo. Questa è la spia di una confusione».

Il precisare la differenza tra la sinistra e Forza Italia, non vuole essere un segnale di chiusura a Pizza e ai Popolari, ma al momento nemmeno è possibile accogliere l’invito al dialogo fatto da Pizza. «Noi partiamo da una condizione chiaramente autonoma e alternativa – sottolinea Arace. L’elezione di Ciampi ci ha consegnato una bocciatura delle politiche che il Pd, in tutte la sue articolazioni, ha condotto in città. Bisogna anche capire che la risposta di cambiamento dei 5 Stelle era sbagliata, ma la domanda resta e quindi qualcuno se ne deve fare carico. Se non si comprende tutto ciò, non si può fare una valutazione politica né si può pensare di partire dai nomi».

Un messaggio, questo, rivolto a Gianluca Festa e Luca Cipriano che non hanno mai nascosto la loro volontà di puntare alla fascia tricolore. «A solo una settimana dalla sfiducia ci sono già due autocandidati a sindaco. Siamo di fronte al narcisismo. La premessa del nome non fa di un progetto politico un elemento di rottura e novità. Bisogna, al contrario, invertire questa condizione narcisistica che guida le scelte politiche».

Il percorso a cui guarda la sinistra cittadina punta a ribaltare questa logica. «Noi apriamo un processo di partecipazione in città. Una fase di costruzione ha bisogno di un dibattito pubblico». Un invito, questo, rivolto a tutte le forze politiche o civiche « noi più vicine – spiega Arace. Vogliamo partire da un processo di partecipazione che potrà dar vita a un progetto. Solo alla fine verranno fuori i nomi migliori, quelli che possano incarnare questa alternativa, se ancora spazio c’è per un progetto di rottura sincera».

La volontà di mettere sul tavolo un progetto del genere fa necessariamente venir meno, al momento, la ricandidatura di Arace per le prossime elezioni. «Io voglio lavorare alla costruzione di questa proposta, sostenerla e accompagnarla con la tenacia e passione di sempre. Sono stata onorata di essere stata individuata come sintesi della sinistra cittadina, però il destino personale è sempre un fatto marginale e secondario. Quando parlo di narcisismo riferendomi per gli altri, vale anche per noi».

Arace, inoltre, fa anche il punto su ciò che è successo in Aula in questi mesi a cominciare da quello che ha rappresentato il punto di rottura nel rapporto istituzionale con i 5 Stelle e l’amministrazione Ciampi, ovvero «la vicenda dei 6×3 e tutto il conflitto istituzionale che si è aperto con il Consiglio Comunale – ricorda Arace. E’ stato un gesto di barbarie politica e sciacallaggio nei confronti dei consiglieri comunali che hanno legittimamente fatto il proprio lavoro, esercitando una funzione di controllo ed evidenziando che un atto scritto male, anche se poi ne sono arrivati tanti altri sbagliati. Quell’atteggiamento di repressione di un pensiero divergente e di un dissenso con la gogna mediatica rappresenta il punto di rottura di un rapporto di rispetto istituzionale che deve vivere oltre lo scontro politico e le differenti sensibilità. È un fatto che ha compromesso in maniera determinate i rapporti e ci consegna la caratura di pura cialtroneria democratica dei 5 Stelle».

Mentre su conti comunali e quell’operazione verità di cui parlano sempre i 5 Stelle, Arace sottolinea: «Tutti sapevano che le casse comunali vivevano una condizione di fragilità, sono state fatte molte denunce in passato, come da parte di Dino Preziosi, ma anche noi abbiamo sempre bocciato i bilanci. Poi il Mef ha consegnato una relazione nella scorsa primavera in cui ha certificato la fragilità del Comune. Insomma che questa questione fosse sotto ai riflettori è nota e si sapeva da prima di loro».