Appalti in sanità, la Cgil aderisce alla rete per l’integrità

Appalti in sanità, la Cgil aderisce alla rete per l’integrità

15 giugno 2015

La CGIL di Avellino da tempo impegnata nella battaglia sugli appalti, per la garanzia della trasparenza e il rispetto dei diritti dei lavoratori impiegati in opere in appalto, aderisce all’iniziativa “Illuminiamo la salute” della Rete nazionale dell’Integrità.

L’iniziativa vede protagoniste diverse associazioni impegnate da tempo nella battaglia per la legalità e per la trasparenza negli appalti pubblici, tra cui Libera di Don Luigi Ciotti.

Proprio domani, in occasione della Carovana della Legalità che farà tappa in Irpinia, ed alla quale la CGIL ha aderito, la Camera del Lavoro di Avellino sottolineerà la necessità di alzare la guardia contro le irregolarità che si consumano nel settore della sanità pubblica, dove nel 2014 il 24% delle aziende pubbliche ha ricevuto una segnalazione di illegalità.

Inoltre, la CGIL di Avellino, denuncia e anticipa che renderà nota la vicenda alle autorità competenti per le indagini, il caso dell’appalto per la “gestione della manutenzione degli impianti elettrici, termici, idrici, antincendio ed anti-legionellosi”, per un importo a base d’asta in Euro 7.950.000,00 oltre IVA.

La gara riguardava le strutture dell’ex ASL AV 1 e dell’ex ASL AV 2 ma, stranamente, ne risultavano esclusi diversi immobili, tra cui la sede Asl di Via Degli Imbimbo e quella del Centro Austaliano in C/da Moretti, ad Avellino

Nonostante la delibera fosse stata dichiarata “urgente”, perché i precedenti contratti andavano in scadenza il 30 settembre 2014, il bando veniva pubblicato solo a metà luglio, caricando alle imprese interessate procedure complesse da farsi a cavallo delle ferie estive.

Una gara ha l’interesse a sollecitare alla partecipazione il maggior numero di imprese idonee possibili, ma, ancora stranamente, questo bando sembrava voler restringere sin quasi ad un unico partecipante la possibilità di concorrevi.
Infatti la stessa ASL è stata costretta a procedere ad una sua revisione eliminando, ad esempio, l’obbligo di possedere in organico aziendale almeno tre tecnici qualificati ASCS (specialisti in sanificazione dei sistemi di areazione) norma che non appare perfettamente coerente con le prescrizioni comunitarie.

Il bando, allo stato, non si capisce neppure se sia sospeso, o annullato.

Nel frattempo la SoReSa, Società Regionale per la Sanità Spa, con determinazione del proprio Direttore Generale n° 68 dell’8 maggio 2015, ha indetto una procedura aperta per l’affidamento quinquennale dei servizi integrati, gestionali e operativi di manutenzione, per ASL e Aziende Ospedaliere.

La procedura riguarda anche l’Asl di Avellino e l’Azienda Ospedaliera Moscati, in un lotto unitario con le strutture beneventane.

Non dovrebbe esservi dubbio alcuno che le due procedure intervengono sugli stessi immobili, servizi e forniture, ragione per la quale diventa ancora più incomprensibile perché il bando della ASL non sia stato ancora revocato.

“La preoccupazione, legittimata dalle strane incongruità che hanno sinora segnato la vicenda – afferma Antonio Famiglietti, segretario organizzativo della CGIL – è che le due procedure concorrenti possano determinare una condizione di conflitto, di paralisi o, peggio ancora di torbido. Si ha, al contrario, necessità di un percorso chiaro, trasparente e capace di garantire il massimo della convenienza per la sanità e la selezione di un soggetto imprenditoriale adeguato e capace di costruire rapporti paritari con le imprese locali e rispettoso della dignità dei lavoratori, non di un appaltatore che, forte del suo curriculum, vinca la gara ma proceda poi unicamente con sub-appalti scannatori a danno delle piccole imprese locali”.