Azienda Ospedaliera Moscati, finito il tempo dei sacrifici

Azienda Ospedaliera Moscati, finito il tempo dei sacrifici

24 marzo 2015

Non vi è occasione in cui il management dell’ Azienda Ospedaliera Moscati tenga a dire che in questi anni di blocco del turn over si è riusciti a garantire i servizi, anche di alto livello, grazie all’abnegazione, alle prove di appartenenza, ai sacrifici dei lavoratori che molto spesso sono chiamati a turni massacranti.

E’ vero, l’Azienda Ospedaliera Moscati solo negli ultimi tre anni è passata dall’avere 1350 dipendenti del comparto a meno di 1050 con una perdita del personale superiore al 20%.

In queste condizioni è difficile garantire le ferie, i riposi, i recuperi ed eventualmente coprire le malattie. Ed i lavoratori fino ad oggi hanno inteso dare una mano per evitare il tracollo della struttura.

Quello che però troppo spesso il management dell’Azienda non dice è che questi sacrifici non vengono ricompensati: tanto vale per le ore di lavoro straordinario prestate dai lavoratori la cui liquidazione resta inspiegabilmente bloccata dal mese di aprile 2014 (quasi un anno oramai) come pure l’assurda situazione dei compensi ai lavoratori che hanno effettuato prestazioni in ALPI (a seguito dell’attività libero professionale) le cui liquidazioni sono bloccate addirittura dall’anno 2007 a causa di un inspiegabile scaricabarile di competenze e di ritardi nei conteggi che hanno dell’inverosimile.

Per questo motivo, e dopo una richiesta scritta di liquidazione trasmessa nei giorni scorsi all’Azienda dal coordinatore aziendale della Fp Cgil Sabino Oliva e dai lavoratori eletti nella Rsu nella lista della Fp Cgil Gennaro Cesa, Pietro Della Valle, Ciro Iannaccone, Maurizio Liotti e Franco Niespolo e sottoscritta dal segretario generale della Fp Cgil Marco D’Acunto, si è riunita ieri mattina l’assemblea dei lavoratori della Fp Cgil.

Al termine della assemblea la decisione assunta all’unanimità è stata quella di non voler attendere più oltre e di rappresentare alla Direzione Generale che ove entro una settimana non dovessero essere garantite le liquidazioni dello straordinario e dell’Alpi la Fp Cgil proclamerà lo stato di agitazione del personale per passare poi ad iniziative più forti.

Si confida, pertanto, nella comprensione da parte della Direzione Generale del disagio dei lavoratori e del diritto a vedersi remunerate le prestazioni finora effettuate.

Così il Segretario Generale Marco D’Acunto in una nota.