Ancora minacce alla Capacchione, la solidarietà di D’Ercole

12 febbraio 2010

Un atto intimidatorio in piena regola, quello avvenuto ieri sera in piazza dei Martiri a Napoli, ai danni della giornalista de Il Mattino, Rosaria Capacchione, nota per le sue inchieste sulla camorra casalese e, proprio per questo, da anni nel mirino della criminalità organizzata. Alcuni familiari del superlatitante dei Casalesi Antonio Iovine, hanno bloccato Rosaria Capacchione contestando i resoconti scritti sugli appartenenti al clan. L’intimidazione è avvenuta alla fine della manifestazione.

“Alla giornalista Rosaria Capacchione, vittima ieri sera di un atto intimidatorio per la sua battaglia contro la camorra e la criminalità, la solidarietà mia personale e del centrodestra in regione Campania”. Ha affermato il capo dell’opposizione in Consiglio regionale, Francesco D’Ercole. “Un’intimidazione – continua – che dimostra, laddove ancora ve ne fosse bisogno – come nonostante il fortissimo impegno che il Governo nazionale ha messo in campo nell’ultimo anno, confermato dalle centinaia di arresti di camorristi di primo livello, affiliati ai clan e manovalanza criminale – la piovra, laddove si senta minacciata, sia ancora in grado di allungare i propri tentacoli e colpire chi la combatte”. “La battaglia – aggiunge – è ancora lunga e difficile. Ma bisogna combatterla insieme, senza divisioni che indeboliscano ulteriormente il tessuto sociale, vanificando tutti gli sforzi e mettano a rischio la vita di chi: giornalista, rappresentante delle forze dell’ordine o Magistrato che sia, contro questa malapianta continua a battersi, senza se e senza ma”. “Una ragione in più – conclude D’Ercole – perché chi, a cominciare dal candidato presidente del centrosinistra De Luca, pensa di trasformare la campagna elettorale in un festival di allusioni gratuite e prive di fondamento, nel tentativo di criminalizzare il centrodestra, la smetta e cominci a parlare di programmi e di cosa da fare per rilanciare la Campania ed il suo sviluppo. Perché, la vittoria finale contro camorra, clan e cosche, passa anche e, forse, soprattutto dall’unione delle forze in campo e dallo sviluppo sociale”