Amministrative, il monito di Rusolo: “Si torni a parlare di programmi e temi”

Amministrative, il monito di Rusolo: “Si torni a parlare di programmi e temi”

22 maggio 2018

La nota di Maria Rusolo, candidata alla carica di consigliere comunale ad Avellino con la lista “Avellino è popolare”.

Programmi e temi dovrebbero essere punto centrale di ogni Campagna elettorale, ed invece soprattutto nelle amministrative tutto finisce per giocarsi su vecchi slogan e su attacchi violenti, a volte persino volgari e fuori luogo.

In una Città fortemente compromessa in termini di immagine, e di decoro, che ha annullato negli anni la sua essenza di capoluogo di Provincia, e la natura di Prima donna, il primo punto all’ordine del giorno dovrebbe essere quello di costruire, un senso comune di appartenenza , che vada aldilà degli schieramenti , dei favori personali e delle parentele e che esprima la migliore classe dirigente possibile alla Guida delle attività politiche ed amministrative. La politica è lo strumento necessario perché la città vada oltre la semplice sopravvivenza e gestione dell’ordinario, e vada oltre le miserie personali di chi pensa di avere un diritto divino da tutelare.

Di messia e predicatori la nostra povera città ha già avuto una consolidata esperienza, di chi attraverso un piccolo orto di potere, senza titoli, storia e competenza, ha costruito spazi di narcisismo e di adorazione di se stesso. La città è la sua periferia, la città è da immaginarsi nel suo complesso, ma la città è da viversi quotidianamente con i problemi drammatici di chi è emarginato e vive tappato, in case poco dignitose, e prive di qualsiasi bellezza o pulizia. La città non è solo e non deve essere pensata per chi ha potere e denaro, e non si può pensare di amministrarla immaginando che il primo interlocutore sia chi negli anni della crisi economica è diventato più ricco e più isolato. Avellino deve diventare sostenibile per tutti, deve garantire una assistenza capillare sul territorio, deve superare la visione della borghesia del dopo guerra che immagina cittadini di serie A e serie B, deve fare proprio il motto secondo il quale “ dove non arriva da solo un individuo, arriva la mano pubblica a sostenere”. Ma il sostegno deve essere curato, gestito, non clientelare, o di scambio, ma regolarizzato attraverso un utilizzo serio delle risorse disponibili. Si parla a tutta la gente, e si parla per la gente, i consiglieri, non sono che un tramite, muniti di una delega che va usata con onestà e correttezza, in ossequio ad un progetto.

La politica deve riconquistare lo spazio e parlare un linguaggio comprensibile e di verità, che parta da città intelligenti e servizi pubblici efficaci, strutture pubbliche aperte a tutti, fruibili e non utilizzate come merce di scambio; un ambiente sano, nel quale far crescere le future generazioni. Avellino ha bisogno di chiudere alcune delle sue più evidenti ferite: l’isochimica che è stata il monumento del malaffare e della indifferenza di molte classi dirigenti e la delocalizzazione dello stir e conseguente bonifica della Valle del Sabato. Non è più possibile immaginare una società che chieda ai suoi figli di scegliere tra la salute ed il lavoro, che chieda di sacrificare la propria vita ed il proprio benessere in nome di un presunto uso del territorio ed una visione distorta della economia e della crescita. Non esistono miracoli ed io non sono attrezzata in tal senso, posso promettere fatti ed impegno, ed abnegazione costante al progetto di una città finalmente a dimensione di cittadino e che sia ospitale, aperta, accogliente ed Europea. Le promesse irrealizzabili le lascio a chi della barzelletta e dell’offesa ha fatto una regola di vita.