“Altro che autostrada sul Corso, con noi 30% di aree pedonali in più”. Urbanistica, il punto di Morano

“Altro che autostrada sul Corso, con noi 30% di aree pedonali in più”. Urbanistica, il punto di Morano

3 giugno 2018

Renato Spiniello – “Altro che trasformare Corso Vittorio Emanuele in un’autostrada, con noi al governo della città avremo il 30% delle aree pedonali in più”. Sabino Morano, candidato a sindaco con il centrodestra, dimostra di avere idee chiare in tema di urbanistica per il capoluogo.

Le iniziative “Un nuovo Corso” e “Facciamo Centro”, svelate alla stampa in settimana alla presenza, tra le altre, del deputato di Forza Italia e già sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo, meritano tuttavia maggiori approfondimenti.

“Innanzitutto ci tengo a precisare che le nostre proposte sono frutto di uno studio effettuato con l’architetto Franco Zaccaro – annuncia Morano – che è il nostro candidato per il super assessorato a urbanistica, fondi europei e riqualificazione urbana. Riaprire il Corso alle auto e pedonalizzare il centro storico si inquadra in una nostra idea di città. Una città diversa e più razionale dal punto di vista delle pedonalizzazioni”.

Secondo il promotore di Primavera Irpinia, infatti, le città con piante circolari come Siena o anche Milano si adatterebbero maggiormente a questo tipo di pedonalizzazioni; Avellino, invece, è il tipico centro di strada e bloccando il transito di auto al Corso la si divide in due blocchi non comunicanti, intensificando il normale flusso di traffico, creando enormi problemi alla viabilità e aumentando anche le polveri sottili. In più, lasciando non pedonalizzato il centro storico lo si destina all’abbandono.

“Le conseguenze – continua Morano – si estendono al crollo del commercio che sta completamente distruggendo il tessuto economico della zona, cosa che non accade a Corso Europa. Quest’impostazione è figlia di una profonda ignoranza urbanistica: non c’è nessun altro posto con una strada centrale chiusa per un chilometro senza alcun attraversamento”.

La proposta allora è gestire la viabilità e i parcheggi a seconda delle esigenze e in modo estremamente versatile tramite dissuasori a scomparsa, garantendo una sosta medio/breve gratuita e un’altra più lunga a pagamento, il tutto a vantaggio di utenti e commercianti.

“Immaginiamo – dice l’alfiere della coalizione moderata – una città che garantisca l’utilizzo del Corso sia per le passeggiate che per la sosta di auto. Inaudito, tra l’altro, che non venga assicurata la raggiungibilità ai disabili”.

L’altra proposta riguarda la pedonalizzazione del centro storico, creando un polo d’interesse strategico che comprenda teatro, conservatorio e centro antico, conferendo funzioni e fruibilità all’area del castello.

“Avremo il 30% delle aree pedonali in più – precisa Morano – ma anche molti più alberi e zone verdi, come il parco che vogliamo creare a Piazza D’Armi al posto del Tribunale (che va abbattuto). La nostra è una scelta sostenibile, non siamo affatto per una città senza urbanistica.

La nuova città – chiosa l’esponente azzurro – sarà il frutto di studi svolti in collaborazione con diverse università. Una città con molte più aree verdi, ma anche con un traffico scorrevole e con aree di sosta. Ma non è tutto: in settimana sveleremo l’app per la Città dei Servizi e il nuovo piano di energia alternativa e di efficientamento energetico”.