Alto Calore – Vittoria: “Tutto premeditato. Noi andiamo avanti”

23 luglio 2008

Avellino – Legittimità. Annullabilità. Prorogatio. Concetti giuridici intorno a cui continua a muoversi la polemica divampata all’Alto Calore ma che servono a ben poco per chiarire una questione che ha assunto ormai chiari caratteri politici. Il Pd si è riunito questa mattina proprio per rimarcare l’assoluta legittimità dell’elezione di Franco Maselli, designato da 61 sindaci (oltre il 50 per cento del capitale sociale) ad essere alla guida del settore Servizi. Franco Cioffi, Luigi Famiglietti, Michelangelo Ciarcia e Franco Vittoria hanno innanzitutto bandito dalla pubblica opinione il concetto di irregolarità della nomina ed hanno rimarcato a chiare lettere la validità della procedura adottata. Una prassi non nuova, in considerazione del fatto che lo stesso Donato Madaro – come evidenziato da chi all’epoca partecipò alla sua elezione – era stato scelto adottando la stessa pratica. Le precisazioni tante volte operate in pochissime ore e da più parti hanno avuto il sopravvento ma l’epilogo, nonostante tutto, è apparso inequivocabile: Maselli è il nuovo presidente dell’Alto Calore Servizi, la relativa documentazione è stata recapitata alla Camera di Commercio dove si procederà alla regolare iscrizione nel registro delle imprese. Formalmente manca soltanto il passaggio di consegne e tutto tornerà alla ‘normalità’. Il neo eletto, infatti, è stato invitato a procedere ignorando le resistenze da parte di chi “è aggrappato ad un potere che non intende lasciare”. Ma qualche nodo va ancora sciolto.

“Siamo sconcertati – è stata l’introduzione del sindaco di Cervinara Franco Cioffi – dal comportamento assunto da Madaro in assemblea e nelle ultime ore. Durante la seduta ho rappresentato il 50 per cento dei soci diffidando il presidente a sciogliere l’assemblea e a proseguire dotando l’ente degli organi amministrativi. Nonostante la diffida Madaro ha sciolto ugualmente la seduta ignorando quanto richiesto dalla maggioranza e avallando, invece, la posizione di soli tre esponenti: Solimine, Abate e Feola, tutti appartenenti alla corrente che lo sostiene. Un atteggiamento che può essere interpretato come uno pseudo abuso. Lo stesso può dirsi per quanto riguarda la questione relativa alla notifica dell’adunanza per il comune di Sant’Angelo dei Lombardi. Nessuno ha verificato la data della cartolina di ritorno. Le polemiche vogliamo lasciarle alle nostre spalle ma sia chiaro che il presidente non può agire sua sponte”. Ancor peggio, il comportamento assunto in assemblea dalla ‘controparte’ ha insinuato il dubbio che “tutto fosse stato architettato in precedenza”.

A indignare ulteriormente i sindaci del Pd è stata la ‘fiscalità’ dell’organizzazione. Un iter assimilabile ad una “militarizzazione”. “Hanno manifestato – ha spiegato Luigi Famiglietti – una assoluta mancanza di rispetto. Siamo stati schedati e abbiamo dovuto pretendere la registrazione. Noi prima ancora di essere soci siamo rappresentanti della comunità e non ci può essere impedito di deliberare. Fatto sta che l’aggregazione tra Popolari e Pdl è apparsa lampante”.

Le conclusioni a Franco Vittoria. “All’Alto Calore è stato perpetrato l’ennesimo tentativo di procedere in un percorso che non aiuta. I sindaci si sono dovuti difendere in un clima militare, siamo di fronte ad azioni non politicamente corrette che hanno l’ulteriore effetto di inibire il dialogo. In questo modo si sono aperte due questioni: quella morale e quella della trasparenza”. Tanti ancora gli interrogativi irrisolti: è stata verificata la sussistenza della diffida? Se la notifica non è pervenuta in tempo utile perché non è stata sconvocata l’assemblea? “Da tutto questo emerge chiara la premeditazione. L’unico fatto reale è che all’Alto Calore c’era la necessità di avere un presidente di prestigio e di spessore. Una figura che non è vittima del poltronismo. Quello che hanno inscenato è stato l’ennesimo tentativo di concepire l’ente come una lobby più che una Spa. E si è assistito all’isolato e poco sobrio tentativo di un professionista che non ha percepito che non siamo più di fronte a cavilli giuridici ma ad un fatto politico”. E “l’invito al dialogo” effettuato nelle ultime ore dalla ‘fazione opposta’ è apparso in tutta la sua ambiguità: “Qual è il dialogo di cui parlano i popolari? Quello dell’Alto Calore? La continua minaccia di sfiducia al sindaco di Avellino?”. Tutto lascerebbe ipotizzare un continuo braccio di ferro ma Vittoria non accetta la provocazione: “Non c’è braccio di ferro perché manca l’altro braccio”.