Alto Calore – Madaro ‘racconta’ l’assemblea

25 luglio 2008

La storia dell’Alto Calore smette di essere oggetto di interpretazioni. A parlare è Donato Madaro che in una missiva illustra, attraverso una cronistoria, quanto accaduto nel corso dell’assemblea di lunedì 21 luglio. Questa la nota:
Innanzitutto mi preme ancora una volta cercare di fare chiarezza in questa bagarre creatasi perché, come al solito prevale l’eccessiva preponderanza degli interessi politici nella gestione di una S.p.A. di utilities, disattendendo non solo i miei ripetuti inviti, quelli della parte saggia della stampa e dell’opinione pubblica, ma in controtendenza con quanto al momento accade nelle realtà economicamente evolute della nostra penisola.
Ciò che è accaduto il 21 luglio sta esattamente in questi termini.
Alle ore 15.45 è stata protocollata una nota a firma del Sindaco di S. Angelo dei Lombardi, di diffida al sottoscritto, inviata per conoscenza al Prefetto, a procedere ai lavori assembleari in quanto l’avviso di convocazione non era allo stesso giunta nei termini prestabiliti dallo statuto societario. Dopo essermi consultato con i consiglieri di amministrazione, con il notaio che mi affiancava, su come procedere, si è constatato dal sito “Poste Italiane” che diverse altre raccomandate erano pervenute fuori termine. Ciò in quanto è stata indotta frettolosamente una convocazione d’urgenza dopo l’epilogo dell’assemblea del 30 giugno e le dimissioni dei Consiglieri di Amministrazione.
In qualsiasi S.p.A., di fronte a soci ragionevoli, l’Assemblea sarebbe stata rinviata in quanto produttiva di atti illegittimi. Il clima particolarmente incandescente, come accennavo nel mio Comunicato Stampa di ieri, dai toni decisamente poco urbani, ha rafforzato la mia convinzione di non poter procedere nello svolgimento dell’Assemblea stessa. Ho chiuso i lavori, cosa che è nei pieni poteri, nonché nei doveri di un Presidente di Assemblea per la salvaguardia legittima degli interessi della società.
Alle ore 19.30 circa, pertanto, l’Assemblea si è chiusa., con redazione del relativo verbale.
Ciò che è successo dopo può avere una valenza politica ma non giuridica.
Mi è stato comunicato un documento per il tramite del Direttore Generale, ne prendo atto, ma non mi evidenzia fatti nuovi rispetto a quelli comunicati attraverso le dimissioni dei Consiglieri di amministrazione. Dal documento ho appreso la volontà di diversi soci di procedere alla convocazione nei termini previsti dalla legge e dallo Statuto di un’Assemblea a stretto giro ponendo all’ordine del giorno il medesimo ordine del giorno dell’assemblea del 21 luglio per confermare o meno in una assemblea validamente costituita quanto contenuto nella nota.
Ciò coincide pienamente con la mia volontà e, soprattutto, nei miei doveri per la carica che ancora ricopro a norma di legge. Convocare l’Assemblea urgentemente è un dovere verso i soci tutti, verso la società, verso i cittadini, qualsivoglia sia l’appartenenza politica. Ho provveduto, pertanto, con urgenza a convocare l’Assemblea per il giorno 1 settembre u.s. alle ore 8,00 in prima convocazione e per il giorno 8 settembre u.s. alle ore 16.00 in seconda convocazione, secondo le modalità previste dalle norme e nei tempi che garantiscano l’arrivo a mezzo raccomandata a tutti i soci.
Tanto per dirimere questioni senza fondamento, che creano eccessiva confusione e lasciano spazio a speculazioni di chicchessia sui fatti avvenuti, e nuove ombre sull’immagine di ACS.
Invito tutti a mantenere un contegno istituzionale e a stare prudentemente nei ranghi. Il dialogo su questioni tecniche e di indirizzo è stato più volte da me sollecitato in merito a svariate questioni, espresse sempre con la massima trasparenza. Ad oggi le mie richieste sono state sempre completamente ignorate e disattese con numerosi episodi sfociati nel colpo di mano consumatosi dopo l’Assemblea del 30 giugno
”.