Alto Calore, il piano di salvataggio al vaglio dei sindaci. Ciarcia pronto per il dopo De Stefano

Alto Calore, il piano di salvataggio al vaglio dei sindaci. Ciarcia pronto per il dopo De Stefano

30 luglio 2018

Marco Grasso – Alto Calore, è il giorno della verità. Oggi pomeriggio alle 16 il professore Stefano Pozzoli illustrerà ai sindaci il piano di salvataggio dell’Acs. Il progetto si fonda sul finanziamento della Regione Campania che, dal 2019 al 2021, investirà 20 milioni di euro all’anno sulla riqualificazione di reti, adduttrici e impianti. L’obiettivo è eliminare le perdite e i guasti frequenti sulle linee di adduzione e distribuzione, azzerare gli elevati costi per interventi straordinari e migliorare l’efficienza delle pompe di sollevamento.

Prevista anche una riduzione dei costi del personale di 5 milioni e mezzo di euro all’anno per tutto il triennio: gli aggiudicatari degli interventi avranno infatti l’obbligo di utilizzare circa 100 unità lavorative dell’Alto Calore che saranno distaccate fino alla realizzazione delle opere. Per tagliare ulteriormente i costi del personale si farà leva anche su un piano di prepensionamenti che, fino ad oggi, si è tradotto in un accordo per 21 lavoratori sui complessivi 62.

Ai sindaci soci saranno chiesti 25 milioni di aumento di capitale in 5 anni in base alle quote possedute e a compensazione dei crediti maturati. Quest’ultimo anello risulta fondamentale per evitare di percorrere la strada dell’aggregazione con Gesesa. I sindaci sono dunque chiamati a uno sforzo importante per far quadrare i bilanci dei propri Comuni.

Difficile ipotizzare altre strade alternative, con il debito della partecipata ormai vicino ai 140 milioni di euro. Il fallimento resta un’ipotesi tutt’altro che accantonata.

Parallelamente c’è da decidere, e possibilmente votare, il dopo De Stefano. In pole position resta l’ex tesoriere del Pd Michelangelo Ciarcia che potrebbe subentrare direttamente al presidente De Stefano in qualità di capo dei Revisori dei Conti o essere eletto a maggioranza semplice dai sindaci, con il 50% più uno delle quote costituite.