Alto Calore, Bonavitacola: “Mutuo scelta condivisibile, ma si faccia presto”

Alto Calore, Bonavitacola: “Mutuo scelta condivisibile, ma si faccia presto”

13 maggio 2019

Marco Grasso – “La soluzione giusta è quella di evitare di portare i libri in tribunale, quindi non posso che sottolineare positivamente la decisione della stragrande maggioranza dei comuni di approvare il bilancio di Alto Calore”. Il vicepresidente della Regione Fulvio Bonavitacola, all’istituto Perna-Alighieri di Avellino per partecipare alla cerimonia di consegna delle borse di studio del concorso su “Riciclo e riuso” organizzato dall’Osservatorio regionale presieduto da Enzo De Luca, approva la decisione dell’amministratore Michelangelo Ciarcia di chiedere a Cassa Depositi e Prestiti un finanziamento di circa 50 milioni di euro per fronteggiare la massa debitoria.

“Il bilancio di Alto Calore contiene dei presupposti in parte legati al finanziamento regionale, che noi confermiamo, destinato a contrastare le dispersioni della rete idrica che consentirà di trasferire su spese di investimento una parte del costo del personale. Poi c’è un problema di consumi energetici che, in Irpinia, provincia poco pianeggiante, sono decisamente rilevanti. Così come è fondamentale garantire liquidità per una gestione serena: ecco, in questo caso, un mutuo dalla Cassa Depositi e Prestiti sarebbe sicuramente un fatto positivo”.

La presentazione del piano industriale alla Cassa Depositi e Prestiti è un primo passo importante. “Sosterremo questa ipotesi – precisa – l’importante è agire in tempi rapidi. Nel giro di pochi giorni serve una soluzione definitiva, in modo da poterci poi muovere su altri fronti”.

Sul fronte rifiuti indica la strada per bypassare i problemi legati alla temporanea chiusura del termovalorizzatore di Acerra. “Temporaneo stazionamento dei rifiuti che non potranno essere smaltiti ad Acerra e poi, un attimo dopo, un piano di evacuazione. Non c’è nessuna emergenza in vista: parliamo di interventi programmati e previsti”.

“Ma è chiaro che per andare a regime resta obbligatoria la strada della provincializzazione della gestione. In questo modo un possibile grande problema viene suddiviso e gestito a livello territoriale, in modo da fronteggiare eventuali piccole situazioni di difficoltà”.

 

 

 

 

 


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