Altavilla I. – Tentato infanticidio: la confessione della donna

13 giugno 2005

Altavilla – Dopo sette lunghi mesi, la 45enne di Altavilla irpina Francesca L. – che lo scorso 26 novembre ha dato alla luce il piccolo Francesco Pio nascondendolo all’interno di un cassetto del comò della sua camera da letto – ha finalmente raccontato la sua storia. Lo ha fatto dinanzi al Pubblico Ministero, dr. Rosa, ieri mattina. La donna ha chiarito le modalità del parto: sarebbe avvenuto di notte con l’ausilio di una ginecologa della quale non si conoscono ancora le generalità. E’ stato reso noto, almeno stando alla confessione, anche il nome del partner: sarebbe il compagno con il quale ha condiviso la nascita del suo primo bambino. Si tratterebbe di Michele F. di Altavilla Irpina. Una ‘verità’ che porterà all’avvio di ulteriori indagini. Si dice fiducioso nell’operato del Pm, l’avv. Alberico Villani. “Stimo la professionalità del dr. Rosa che acclarerà le responsabilità rispetto a questo tentato infanticidio”. In più. “Sono fiducioso che l’iter sia servito alla signora L. per chiarire meglio la sua posizione e il suo coinvolgimento nei fatti escludendo la sua volontà di uccidere il figlio”. Era il 26 novembre: Francesca L. 45enne chiama la cognata perché spaventata dall’abbondante ciclo mestruale. Resasi conto della gravità della cosa, insieme al marito accompagna Francesca dal medico per una visita ginecologica: il dottore, però, si insospettisce. Nessun ciclo abbondante ma una emorragia in corso e, avvisati i familiari, invitano Francesca a recarsi in ospedale. Dopo trenta minuti circa, erano le 12, la 45enne, accompagnata dal fratello e dalla cognata, varcano l’ingresso dell’ospedale “Capone” di Avellino. Viene visitata d’urgenza dal primario del nosocomio di Via Ferriera: il professore conferma l’emorragia in atto come conseguenza di un parto: Francesca aveva messo alla luce da poche ore un bimbo. Ha sempre negato. Ha insistito che si trattava del ciclo. Intanto è scattato l’allarme: in Via Ferriera si sono portati Polizia e Carabinieri. Il Maggiore Francesco Merone ha immediatamente notiziato la Stazione della Benemerita di Altavilla per “vederci chiaro”: i militari si sono portati presso l’abitazione che la 41enne condivide con l’anziana madre, al civico 18 di Contrada S. Trifone. A seguito di perquisizioni, sono stati attirati dai vagiti che provenivano dalla camera da letto e dopo poco la scoperta: un bimbo appena nato ricoperto da coperte di lana nascosto all’interno di un cassettone. Immediatamente si sono portati i volontari del 118 che dopo averlo rianimato lo hanno trasportato a sirene spiegate e scortato da pattuglie di Polizia e di Carabinieri al “Capone” di Avellino. Il nascituro è stato ricoverato nell’unità di Terapia Intensiva: i medici stanno facendo di tutto per strapparlo alla morte ma il suo quadro clinico è disperato. Intanto, Francesca è stata tratta in arresto con l’accusa di tentato omicidio. Si trova piantonata al “Capone” ed è stata ascoltata nel primo pomeriggio dagli inquirenti: la 45enne, nubile, è già madre di un bimbo di quindici mesi, lavora come badante ad Avellino presso un medico dentista. Ascoltata per tutto il pomeriggio anche la madre che ha dichiarato al Maggiore Merone di non essersi resa conto, nel corso dei nove mesi di gravidanza, che la figlia fosse in stato interessante. Stessa affermazione fatta dal fratello e dalla cognata. Quando la notizia è trapelata, si sono fatte molte ipotesi sulla psiche della 45enne: non ci sarebbe alcun certificato che dimostri l’incapacità di Francesca. In corso l’attività investigativa che dopo la confessione, avrà qualche elemento in più per sciogliere i nodi intorno ad un caso che continua a far discutere.