Altavilla, arrivano le telecamere di videosorveglianza

Altavilla, arrivano le telecamere di videosorveglianza

12 ottobre 2018

Duecentomila euro per la realizzazione di un sistema di telecamere per la videosorveglianza. Il progetto rientra nei Patti per l’attuazione delle sicurezza urbana e installazione di sistemi di videosorveglianza ed è destinata a migliorare gli standard di sicurezza in paese.

Il Comune di Altavilla Irpina, guidato dal Sindaco Vanni, è impegnato nella realizzazione di alcuni importanti opere pubbliche. È stata infatti aggiudicata la gara per i lavori di adeguamento funzionale normativo delle strutture sportive di via G. Feola e via Giardini.

L’offerta complessivamente economicamente più vantaggiosa per l’amministrazione comunale è quella presentata dalla ditta Ricci Costruzioni, con sede in San Giorgio del Sannio, per l’importo netto di euro 452.327,86, oltre euro 7.059,17, quali oneri per la sicurezza non soggetti a ribasso, ed oltre le migliorie offerte in sede di gara.

Tra le numerose migliorie proposte, si segnala che sarà rimodernata l’aria di gioco per i bambini, con nuove giostrine e rifacimento dell’aria verde. Intanto il comune di Altavilla Irpina ha anche provveduto a conseguire anche un altro pregevole traguardo.

In via di definizione anche la ristrutturazione del plesso scolastico delle scuole elementari per un finanziamento di oltre un milione di euro che permetterebbe la completa ristrutturazione del plesso scolastico. “Anche sul piano della programmazione economica si registra che, grazie all’interessamento dell’on. Petracca, finalmente la legge sul parco minerario è stata incardinata”, si legge nella nota dell’amministrazione. Presto inizieranno le audizioni ed il primo cittadino di Altavilla, lunedì sarà ascoltato dagli uffici prima che il provvedimento vada in consiglio regionale.

Infine, con delibera di giunta comunale, è stato definito il contenzioso per l’esproprio dell’area della ex discarica di Rsu, sita in località Tufara. A fronte dell’importante opera di bonifica ambientale, i proprietari della cave, dove inopinatamente negli anni 90 furono stoccati rifiuti provenienti dalla raccolta Rsu, si sono opposti all’esproprio necessario per la sua realizzazione.