Alta Irpinia, abbandono di rifiuti: sequestrati due siti

7 novembre 2013

Permane vigile e costante l’attenzione e la vigilanza dei Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino, per accertamento di reati connessi alla tutela dell’ambiente e della salute pubblica. Nell’ambito di tali programmate attività, la Compagnia Carabinieri di Montella ha effettuato, nel territorio di competenza, dei controlli mirati soprattutto alla tutela della salute pubblica ed, in particolare, lo smaltimento illecito di rifiuti e sostanze inquinanti, in conseguenza all’emergenza connessa alla problematica che affligge aree della Regione Campania. E’ stata proficua l’attività info-operativa dei Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile di Montella e della dipendente Stazione di Calabritto, che hanno individuato due aree all’interno delle quali erano stati accantonati parti di automezzi non bonificati e, sversati nel tempo, rifiuti di ogni genere. In particolare, sono state localizzate due aree, rispettivamente di 5000 e 7000 mq e un capannone di 900 mq circa, adibite a stoccaggio dove, all’interno di esse, erano state accantonate carcasse e parti di motore di autovetture, muletti, autocarri, gru ma anche prefabbricati, cassoni, vecchi gruppi elettrogeni e cabine di autotreni. Attesa l’assenza di autorizzazione e, soprattutto, nella considerazione che i rifiuti presenti provocavano infiltrazioni nel sottosuolo dell’olio presente all’interno dei singoli motori, molti dei quali dotati delle relative batterie oramai esauste, le aree venivano sequestrate e poste a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Il gestore delle aree, un 53enne di Calabritto, è stato denunciato in stato di libertà per “deposito incontrollato di rifiuti e gestione illegale di una discarica”, nonché per l’inquinamento ambientale. L’autorizzazione posseduta afferiva la vendita e stoccaggio di auto usate. Le indagine dei Carabinieri sono ancora in corso per individuare ulteriori responsabili o altre aree in cui sono state nel tempo accumulati rifiuti. L’attività di indagine è stata con il controllo dei Magistrati della Procura della Repubblica di Avellino.