VIDEO/ Benevento, un anno dall’alluvione: il dramma del 15 ottobre 2015

VIDEO/ Benevento, un anno dall’alluvione: il dramma del 15 ottobre 2015

15 Ottobre 2016

Pasquale Manganiello – Volti freschi e ricolmi di solidarietà, l’energia e l’entusiasmo che dimostravano, armati di guanti, pale e stivaloni da cantiere: gli “angeli del fango” di Benevento nel post-alluvione sono l’immagine più forte insieme all’esondazione del fiume Sabato di quel 15 ottobre 2015, esattamente un anno fa.

Gruppi di ragazze e ragazzi, uomini e donne, quasi tutti giovanissimi, scesi nelle strade del beneventano messe a dura prova dalla bomba d’acqua di quella notte, per ripulire negozi, strade, cantine, intercapedini e garage.

Contrada Pantano, Ponte Valentino, via Ponticelli, via San Pasquale, via dei Longobardi, Rione Ferrovia, Paupisi, Vitulano, Foglianise, Sassinoro, Castelpagano, Reino, San Marco dei Cavoti, Baselice, Ponte, Solopaca e tantissimi altri paesi delle Valli del Fortore e Vitulanese furono colpiti dalla terribile alluvione. Tre morti, tanta distruzione, disperazione, paura.

“Da stanotte, fino al 19 ottobre – scrive Fabio su Fb – mi piacerebbe ascoltare racconti, testimonianze dei soccorritori, dei “sommersi” e dei “salvati”. Perchè in quei giorni abbiamo assaporato il fango e la paura ma anche quel senso di “comunità” che ci avvicina, ci forma. Mi piacerebbe ascoltare il classico: “A che punto stiamo dopo un anno? Cosa è stato fatto? Quali interventi strutturali per la messa in sicurezza? Quanti fondi sono giunti, quanto è stato donato?
Mi piacerebbe ascoltare qualche esperto di dissesto idrogeologico. Mi piacerebbe imparare qualcosa da ciò che è accaduto.
E invece, verosimilmente, si perderà un’occasione per costruire e condividere memoria individuale, memoria collettiva, memoria pubblica preferendo, probabilmente, l’oblio e la spensieratezza.”

Un anno dopo, non può non emergere che non solo sono state adottate scelte sbagliate nell’edificare, nel pianificare, nel consumare il suolo, ma si è abbandonata anche ogni manutenzione e gestione dei corsi d’acqua e del sistema di scolo delle acque piovane.

Il dissesto idrogeologico è un tema prioritario e dovrebbe essere messo in primo piano nell’agenda politica e governativa affinché queste catastrofi non si ripetano.

La domanda è: a un anno da quella terribile alluvione cosa è cambiato?