Allarme cinghiali in Alta Irpinia, occorrono misure straordinarie

Allarme cinghiali in Alta Irpinia, occorrono misure straordinarie

21 aprile 2016

La situazione cinghiali in alta Irpinia è fuori controllo. A lanciare l’allarme è la Coldiretti che registra, in tutti gli incontri territoriali con la base associativa, denunce da parte di agricoltori danneggiati da ungulati. Coldiretti Avellino sollecita interventi urgenti ed efficaci: “La situazione è gravissima – spiega il condirettore della Coldiretti irpina, Giampiero Marotta – la presenza di cinghiali, soprattutto in alcune zone della provincia, è diventata insostenibile. Lanciamo un appello alle istituzioni e alla Regione Campania, affinché si affronti l’emergenza faunistica. Bisogna difendere il reddito degli agricoltori e l’incolumità dei cittadini: il numero di cinghiali è fuori controllo”. I comuni più colpiti sono quelli dell’alta irpinia, in particolare Teora, Bisaccia, Lacedonia ma avvistamenti sono stati segnalati nelle zone di Pietradefusi, Montemiletto, Tufo e Taurasi.

“La risoluzione del problema passa attraverso misure straordinarie – continua Marotta – i rimborsi ci sono, ma non risolvono il problema, perché l’azione risarcitoria è sempre inferiore al danno provocato. Oltre a raccogliere le segnalazioni dei propri associati, Coldiretti sta sollecitando da tempo le istituzioni a trovare una soluzione efficace”. A rischio sono interi campi di grano, frutteti e castagneti. “Non si può parlare di sviluppo delle aree interne mentre si lasciano sole le aziende agricole a fronteggiare un problema che, di fatto, impedisce ogni attività economica – continua la Coldiretti Avellino –  bisogna porre un freno all’invasione dei cinghiali perché nella campagne molti hanno deciso di non produrre più in pieno campo – ed è un fatto gravissimo – mentre alcuni non presentano neanche denuncia dei danni subiti, viste le difficoltà a vederseli pagare”.

Coldiretti ha registrato, negli ultimi mesi, una vera e propria escalation e una sequenza infinita di lamentele da parte degli agricoltori, stanchi di veder gettare al vento la propria fatica. “L’agricoltore non vuole il risarcimento – conclude il condirettore di Coldiretti Avellino – vuole non subire danni”.


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