Al via ‘Spirit Rejoice’, un omaggio al sassofonista Albert Ayler

24 novembre 2010

Avellino – Per la decima edizione di HomoMusicus, domani (giovedì 25 novembre), “Tributo a Albert Ayler”, sassofonista statunitense trovato morto il 25novembre del 1970. Durante la serata promossa dalle associazioni Fondmusit e Lamu, ed in collaborazione con il BlackHouseBlues, si ricorderà la figura del sassofonista scomparso quarant’anni fa.
Durante tutto l’anno in corso, HomoMusicus ha svolto un’approfondita ricerca su Albert Ayler e la sua musica. Una visita alla Casa del Jazz di Roma ha fatto scovare una serie di articoli apparsi sulla rivista MusicaJazz tra il 1970 ed il 1971,che hanno contribuito a far maggiore luce su quest’artista. Intanto, periodicamente si sono susseguiti numerosi ascolti e confronti sulla musica di Ayler. L’importanza artistica del sassofonista americano è emersa in maniera inequivocabile. Il suo stile originale, ben inserito nel percorso della freemusic degli anni 60 e 70, ha stimolato le pulsioni creative di vari musicisti locali, che renderanno omaggio ad Albert Ayler in una session dal titolo “Spirits Rejoice”.
Dal 2001 l’iniziativa “HomoMusicus” intende ricordare i personaggi del mondo della musica attraverso un’opera d’informazione sulla vita e le opere di musicisti d’indubbio valore. Convegni e studi, mostre, ascolti collettivi e guidati, concerti ed altro per informare su i protagonisti della storia della musica del 900. Le iniziative del passato hanno riguardato Bob Marley (1945-1981), Thelonious Monk (1917-1982), Dizzy Gillespie (1917-1993), Sun Ra (1914-1993), Frank Zappa (1940 -1993), Shelly Manne (1920-1984), Charlie Parker ( 1920 -1955), Edgar Varese (1983 – 1965) “Bud” Powell (1924-1966), John Coltrane (1926 -1967), Lennie Tristano (1919 – 1978), Charles Mingus ( 1922-1979) e, domani, Albert Ayler ( 1936 – 1970).
Albert Ayler nasce a Cleveland il 13 luglio 1936 e ben presto comincia a suonare il sax alto in una band di R&B. Nel 1956 decide di passare al sax tenore.Nel 1962 incontra il pianista Cecil Taylor e seguendolo in Svezia,da il via alla sua musica. Tornato a New York forma una band con musicisti free come Don Cherry e Gary Peacock, ed in seguito crea un nuovo gruppo col fratello Donald Ayler. Il sax di Ayler (dotato di ancia di plastica) ha un suono molto particolare. Sfrutta tutta l’estensione dello strumento, dai sovracuti ai bassi, simile ad una voce umana, rabbiosa e urlante. La sua musica appare dura, stridente, legata al free jazz, con elementi folk che richiamano il gospel e le marce della vecchia New Orleans, il blues, il soul, il rhythm and blues. Questa riscoperta delle radici apre la strada ad una proposta artistica originale e visionaria. Il 25 novembre del 1970 il suo corpo viene ritrovato nell’East River di New York. Da ascoltare “The truth is marching in”, “Love cry”, “Ghost”, “Spirits”.


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