Al Teatro 99Posti va in scena “From Medea”

9 novembre 2012

Sabato 10 e domenica 11 novembre secondo appuntamento della Stagione 2012/2013 del Teatro 99Posti di Mercogliano che, dopo il debutto con la Compagnia dell’Eclissi di Salerno in “Un tram che si chiama desiderio”, prosegue con uno spettacolo di rara intensità ed impegno.
Si tratta di “From Medea. Maternity blues” che sarà portato in scena dalla Compagnia I Cattivi di Cuore di Imperia. La piéce, scritta da Grazia Verasani e diretta da Gino Brusco, mette in scena le vicende di un gruppo di donne accomunate dallo stesso dramma: l’infanticidio. Ristrette in carcere Vincenza (Maura Amalberti), Eloisa (Chiara Giribaldi), Marga (Giorgia Brusco) e Rina (Federica Spanò) si raccontano e raccontano al pubblico le loro diverse vicende e il lato oscuro della maternità.

“FROM MEDEA” è un dramma moderno, ironico, a tratti brillante, come solo la vita vera può esserlo. Quattro donne si raccontano durante i lunghi giorni in un carcere e mentre si narra la loro quotidiana convivenza fatta di ritmi, sogni, abitudini, si svela il loro profondo dolore; poco per volta l’autrice rivela pazientemente e con suspence da thriller psicologico il motivo della loro permanenza in quel luogo: scontano la pena in un carcere psichiatrico condannate per infanticidio. I quattro personaggi femminili, pur diversi per personalità e background culturale, sono accomunati da una maternità rifiutata che li ha portati a compiere un drammatico gesto, e da una ricerca disperata di normalità nell’elaborazione ed espiazione di una condanna che è soprattutto interiore. In realtà la trama costituisce quasi un espediente per scavare nell‘intimo delle donne, per cercare di capire cosa significa davvero essere madri, tralasciando lo stereotipo di un istinto materno naturale in ogni donna e di una maternità serena ed edificante. Dalla convivenza forzata germogliano amicizie, spezzate confessioni, un conforto mai pienamente consolatorio ma che fa apparire queste donne come colpevoli innocenti. Rina, infantile e debole ragazza-madre, ha affogato la figlia nella vasca da bagno in una sorta di eutanasia. Eloisa, passionale e diretta, caustica e a volte persino cattiva, è un personaggio complesso: crudele e spassoso e irriverente ad un tempo, che sbandiera un cinismo solo di facciata. Marga sconta gli effetti di un’esistenza basata su un’apparente normalità, non sa esprimere i propri sentimenti e sospetta di non averne mai provati: uccide il figlio neonato per un “non amore”, per stanchezza, per una depressione – maternity blues – da cui non riesce a guarire. Vincenza, è una madre di famiglia matura e responsabile, il vero punto di riferimento per tutte le altre. Grazie alla sospensione del giudizio nei loro confronti, queste donne, che pure sono delle assassine, di fatto non appaiono mai come tali, anzi piacciono, a tratti divertono e si finisce col comprenderle. E tale sospensione si traduce anche in una sospensione temporale volta a sottolineare il significato valido universalmente di una storia drammatica e complessa come questa. I colori contribuiscono a dare il senso della pesantezza di una colpa e di una condanna, ma i grigi si alternano di tanto in tanto con il chiarore che illumina i volti delle protagoniste nelle scene topiche, come quella ‘liberatoria’ in cui si ritrovano intorno al tavolo al centro della scena a cantare a squarciagola le canzoni di Vasco.

Lo spettacolo ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui: Arlecchino per il migliore spettacolo, premio per la migliore regia a Gino Brusco e per la migliore attrice giovane a Federica Spanò alla 64^ edizione del Festival Nazionale d’Arte Drammatica di Pesaro; Premio quale miglior attrice ex aequo alle quattro protagoniste e premio speciale “Terzo Teatro” al 21° Festival Teatrale Internazionale “Castello di Gorizia”; Premio quale attrice esordiente a Federica Spanò e quale miglior scenografia a Marco Barbersial 43° Festival Teatrale “Macerata Teatro”; Premio Folle d’Oro quale migliore spettacolo, migliore regia a Gino Brusco, miglior attrice a Maura Amalberti e gradimento del pubblico alla III Edizione del Premio Teatrale “Giovanni Mellano” di Fossano; Premio quale miglior spettacolo, quale migliore attrice ex aequo alle quattro protagoniste, alla migliore scenografia a Marco Barberis al 31° “Sipario d’oro” di Rovereto; Premio quale miglior allestimento e quale migliore compagnia al 24° Festival “Maschera d’oro” di Vicenza, dove la compagnia, essendosi aggiudicata il prestigioso Premio “Faber Teatro”, ha l’onore di riproporre lo spettacolo nello storico Teatro Olimpico il 26 maggio 2012.

Proseguono intanto con successo le attività dei Laboratori teatrali: “…E se fossi un tappeto?” dedicato ai ragazzi; “Dalla sorgente al pozzo” sulla comunicazione verbale e non verbale degli adulti e “In altre parole”, sperimentazione con un team psico-pedagogico per bambini e ragazzi con difficoltà di comunicazione come balbuzie e mutismo selettivo.