Al Museo Civico una pergamena autografata dal re Vittorio Emanuele III

Al Museo Civico una pergamena autografata dal re Vittorio Emanuele III

15 gennaio 2020

L’anno 2020, appena iniziato, già porta bene al Museo Civico di Villa
Amendola, ideato e curato dallo Storico dell’Arte Alberto Iandoli.
L’esposizione museale permanente infatti si arricchisce di un nuovo e
significativo cimelio di storia avellinese. Si tratta della pergamena miniata e
dipinta a mano relativa alla concessione, da parte del re d’Italia Vittorio
Emanuele III di Savoia, alla città di Avellino, nel 1938, del diritto di far uso
del Gonfalone Civico”.
A chiedere al Sindaco Gianluca Festa l’esposizione permanente del prezioso
cimelio di storia del Capoluogo Irpino presso il Polo Culturale di Villa
Amendola, il Curatore del Museo Civico, lo Storico dell’Arte Alberto Iandoli,
che ha riportato alla luce il prezioso manoscritto, per decenni chiuso in una
cassaforte di Palazzo di Città.
“L’importante documento, che reca la firma autografa del re d’Italia, Vittorio
Emanuele III di Savoia, contenuto all’interno di un astuccio in lega metallica,
e che è accompagnato da uno splendido bozzetto del gonfalone con lo
stemma civico, vistato per approvazione da Pietro Fedele, allora delegato
del Re alla Consulta Araldica, eminente studioso di storia antica, a cui si
deve, tra l’altro, a cavallo tra gli anni ’20 e ’30 del secolo scorso una
importante ripresa degli scavi archeologici di Pompei ed Ercolano, per
decenni è stato conservato nella cassaforte degli Uffici dell’Economato del
Comune di Avellino – ha commentato il dott. Alberto Iandoli, Curatore del
Museo Civico di Villa Amendola – ed è stato da me individuato – ha
proseguito Iandoli – a seguito di una ricognizione del patrimonio storico-
artistico di proprietà dell’Amministrazione Comunale, che ho effettuato in
accordo con il Sindaco Gianluca Festa, e con il Dirigente del Settore Cultura,

il dott. Gianluigi Marotta. L’accordata autorizzazione da parte della Giunta
Comunale, su proposta del Sindaco Festa poi di esporre nel nostro Museo
Civico la pergamena autografa del terzo re d’Italia e il bozzetto realizzato
con tecnica mista su carta, con china, acquerelli e tempere colorate del
Gonfalone Civico, che l’accompagna ha aggiunto Alberto Iandoli – oltre a
costituire un arricchimento del patrimonio del Museo, offre, direi, finalmente,
l’occasione di chiarire, una volta e per tutte, la disputa aperta alcuni anni or
sono circa le reali fattezze dell’ emblema araldico della nostra città. Mi
riferisco in pratica alla posizione dell’agnello sul libro, che secondo alcuni,
era in piedi, per altri, adagiato. Disputa, ad onor del vero, scaturita dalle
diverse rappresentazioni grafiche dello stemma della nostra Avellino, che nel
corso del tempo sono state utilizzate sui manifesti istituzionali, sulla carta
intestata dell’Amministrazione Comunale e sui timbri a secco o ad inchiostro.
Ebbene, l’ufficialità dell’accluso bozzetto del Gonfalone della Città di Avellino
alla pergamena di Vittorio Emanuele III, ci dice – ha affermato il Curatore
del Museo Civico di Avellino Alberto Iandoli – che l’agnello è adagiato sul
libro !
Disputa sullo stemma a parte – ha continuato Alberto Iandoli – da avellinese,
prima che in veste di Curatore del Museo Civico, non nascondo la mia
emozione, quando mi sono trovato tra le mani la pergamena con la
descrizione autografa di Vittorio Emanuele III del Gonfalone della nostra
Avellino, che ho letto attentamente, e ho maneggiato con tutta la cura che
merita ciò che è patrimonio di tutti noi. Ma una emozione ancor più forte –
ha aggiunto Iandoli – l’ ho provata nello scoprire che, ad accompagnare lo
scritto descrittivo di Vittorio Emanuele III vi era la trasformazione in
immagine di quello scritto, sapientemente fermata sulla carta con china,
acquerelli e tempere colorate. Vi era insomma il nostro Civico Gonfalone,
metaforico, onnipresente testimone di pagine liete, o anche tristi di Storia
Nostra ! Quel Civico Gonfalone che Vittorio Emanuele III di Savoia, con
queste parole volle consegnare alla nostra città : “Ci piacque con Nostro
Decreto in data uno dicembre millenovecentotrentotto concedere alla Città di
Avellino la facoltà di usare un gonfalone civico. Ed essendo stato il Nostro
Decreto registrato come avevamo ordinato, alla Corte dei Conti e trascritto
nei registri della Consulta Araldica e dell’Archivio di Stato in Roma, Vogliamo
ora spedire solenne documento della accordata grazia alla città
concessionaria. Perciò in virtù della Nostra Autorità Reale Costituzionale,
dichiariamo spettare alla Città di Avellino il diritto di far uso del gonfalone
civico miniato nel foglio qui annesso e descritto come appresso : drappo di
colore bianco riccamente ornato di ricami d’oro, caricato dello stemma civico con l’iscrizione centrata in oro ‘Città di Avellino’. Le parti di metallo ed i
nastri saranno dorati. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto azzurro con
bulletti posti a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma della Città
e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali e
frangiati d’oro. Dichiariamo inoltre che di tale provvedimento sia presa nota
nel Libro Araldico degli Enti Morali. Comandiamo poi alle Nostre Corti di
Giustizia, ai Nostri Tribunali ed a tutte le Potestà Civili e militari di
riconoscere e di mantenere alla Città di Avellino i diritti specificati in queste
Nostre Lettere latenti, le quali saranno sigillate con Nostro Sigillo Reale
firmate da Noi. Dato a San Rossore, addì dodici del mese di Ottobre
dell’anno millenovecentotrentanove, quarantesimo del Nostro Regno”.
“Immagino – ha concluso Alberto Iandoli – quella che è stata l’emozione
dell’allora Sindaco di Avellino, Edoardo Grella, primo cittadino del Capoluogo
Irpino, o come si chiamava allora, “Podestà” di Avellino, dal 21 Giugno 1938
al 30 Giugno 1942, nell’aprire, come è accaduto a me, oltre ottant’anni
dopo, l’astuccio in lega metallica contenente il prezioso dono di un sovrano
ad una comunità, la nostra, che da oggi è possibile ammirare nel Museo
Civico di Villa Amendola”.