Lavoratori senza regolare assunzione, multa salata per l’imprenditore

Lavoratori senza regolare assunzione, multa salata per l’imprenditore

4 ottobre 2017

I Carabinieri del Comando provinciale di Avellino proseguono nei controlli per contrastare il lavoro irregolare e le violazioni commesse in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, sempre troppo spesso teatri di incidenti con conseguenze anche gravi e dovute al mancato rispetto di normative e procedure di sicurezza.

Nell’ambito di tali servizi, finalizzati anche al contrasto dell’abusivismo edilizio nelle fasce protette, i Carabinieri della Stazione di Paternopoli, unitamente ai colleghi del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Avellino, hanno proceduto al controllo di vari cantieri edili.

Sotto la lente del personale operante sono caduti i lavori per la realizzazione di un capannone rurale da adibire a laboratorio agricolo, i cui lavori erano stati affidati ad un’impresa dell’hinterland avellinese e il cui rappresentante legale è stato denunciato in stato di libertà in quanto ritenuto responsabile di diversi illeciti penali, dato che ha omesso di:

  • inviare i lavoratori alle periodiche visite mediche previste dal programma di sorveglianza sanitaria;
  •  informare e formare i dipendenti sui rischi per la salute e sulla sicurezza sul lavoro;
  • assicurare, nel cantiere, la necessaria viabilità di persone e veicoli;
  • approntare idonea recinzione per impedire l’accesso agli estranei.

Una volta accertate le citate violazioni penali, i militari hanno denunciato l’imprenditore edile in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Avellino, diretta dal Procuratore Dott. Rosario Cantelmo.

Tuttavia il certosino lavoro dei militari non si è limitato al deferimento, in quanto l’imprenditore aveva impiegato anche tre operai privi di regolare assunzione.

Nel corso del servizio, infine, i militari hanno contestato prescrizioni e sanzioni amministrative per un importo complessivo di circa 35.000 euro ed hanno adottato il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale poiché impiegava lavoratori privi di regolare assunzione in misura superiore alla soglia del venti percento del totale delle rispettive maestranze fissata dalla normativa vigente.