Al Gesualdo Marco Paolini e i Mercanti del Liquore in concerto

1 aprile 2005

Avellino – Sarà Marco Paolini ad essere protagonista sul palcoscenico del Teatro Carlo Gesualdo di Avellino. Domani e dopo domani, infatti, si esibiranno in “Song n. 32”, Marco Paolini e i Mercanti del Liquore. Una due giorni, fatta di musiche popolari, originali; molte delle quali composte ed eseguite dagli stessi artisti. Molti altri pezzi sono testi di poeti come Biagio Marin, Giacomo Noventa, Dino campana. Altri ancora, sono tratti dall’opera di Gianni Rodari “Filastrocche”. Il filo conduttore dello spettacolo è strettamente legato al tema dell’acqua e della lotta tra chi vuol trattarla come merce e chi crede che essa debba essere sottratta alle regole del mercato e del possesso. A questo si riconducono in vario modo canzoni e brevi pezzi teatrali. “Tutto è cominciato – si legge in una nota di Marco Paolini – con un concerto dedicato all’acqua intesa come risorsa e non come merce. Abbiamo fatto tre giorni di prove partendo da qualche pagina di libro fotocopiata, qualche poesia, un po’ di repertorio e musiche improvvisate più che pensate, che nascevano dall’istinto e dalla fretta oltre che, dalla voglia di fare insieme questo concerto. Ogni tanto si registrava qualcosa e ogni tanto ci dimenticavamo di farlo, così certe cose si sono perse da subito. Non so se fosse giusto chiamarle canzoni però alla fine era un concerto. Serviva un titolo e “Song n. 32” bastava. Si è trattato di innesti e montaggi di testi diversi, di accostamenti, di musiche e parole prese da vari autori, dalle filastrocche di Gianni Rodari (Re Federico, La tradotta, Sul duomo di Como, Il mare Adriatico, I mari della luna, I sette fratelli, Stelle senza nome), quasi metà dei pezzi dell’Album, dai Canti Orfici di Dino Campana (in La notte mi par bella e Vele), dalla lingua sonora di Biagio Marin, Giacomo Noventa (in Sottovento), Ernesto Calzavara (Parole Mate), dai versi di Erri De Luca (Il Prigioniero Ante e Sputi). Una canzone (Il Sergente nella neve) contiene un frammento di Mario Rigoni Stern un po’ “arrangiato” e inserito nella filastrocca del Soldatino di Rodari. Il tema iniziale del concerto è rimasto in alcuni pezzi (Mar Adriatico, 2 Parti di Idrogeno, Regola Acquea…), altri sono stati inventati mentre registravamo.