Al colonnello Calò verrà intitolata la caserma del Comando Militare

16 marzo 2006

Domani a Napoli alle ore 10.30 verrà intitolata al colonnello Carmine Calò, medaglia d’oro al valor militare “alla memoria”, la sede del comando Militare Regionale della Campania, di via colonnello Lahalle, sede tra l’altro del Distretto Militare, del Centro di Selezione VFP1 e della Direzione di Amministrazione Distaccata Sud. Alla presenza delle alte autorità militari e civili, la vedova dell’ufficiale, Signora Maria Pepe, accompagnata dalle figlie Elvira e Manuela, scoprirà il drappo tricolore dell’epigrafe riportante la motivazione della concessione della medaglia d’oro. A fare gli onori di casa il generale di brigata Marco Rossi, vertice del Comando Militare Regionale della Campania. Per la circostanza interverrà altresì il generale di divisione Bruno Petti, Comandante del Reclutamento e Forze di Completamento Interregionale Sud, con sede in Palermo, nonché il dottor Martino Melchionda, sindaco del comune di Eboli. A rendere gli onori militari un Picchetto d’Onore del Reparto Supporti. Il colonnello Calò era nato a Gesualdo, in provincia di Avellino, il 7 maggio 1950. Conseguito il diploma di perito aziendale aveva abbracciato la carriera militare inizialmente come sottufficiale e successivamente come ufficiale carrista specialista di elicotteri. Sposatosi, aveva eletto quale luogo di residenza del suo nucleo familiare proprio la città di Eboli. L’eccellente stato di servizio e la conoscenza delle lingue straniere, consentirono all’ufficiale di partecipare a numerose ed impegnative missioni internazionali per il mantenimento della pace. A partire dalla missione in Libano negli anni ottanta, a quelle nella ex Jugoslavia come Osservatore militare della Comunità Europea e, successivamente, alle missioni quale osservatore dell’ONU in India e Pakistan. Infine a Kabul, in Afghanistan, dove con il grado di tenente colonnello svolgeva l’incarico di Consigliere Militare del Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite, nell’ambito della missione “UNMSA” (United Nations Special Mission Afghanistan). Durante questa missione in un momento particolarmente delicato per le relazioni internazionali – determinatosi a causa di atti terroristici compiuti contro alcune sedi diplomatiche – mentre effettuava una regolare attività assieme ad un collega francese a bordo di un automezzo recanti i contrassegni delle Nazioni Unite, il tenente colonnello Calò veniva mortalmente ferito, il 21 agosto 1998, in un vile attentato perpetrato da due sconosciuti che proditoriamente aprivano il fuoco contro i rappresentanti delle Nazioni Unite. L’ufficiale per le gravi ferite riportate spirò il giorno dopo. Per il comportamento tenuto nella circostanza, che lo portò sino al sacrificio supremo per il sommo bene della pace e per queste gesta, al tenente colonnello Carmine Calò gli era stata già concessa la promozione al grado di colonnello e la medaglia d’oro al valor militare “alla memoria” . Il 22 agosto 2005 alla signora Pepe fu consegnata la Medaglia ONU “DAG HAMMARSKJOLD”. Tale onorificenza, intitolata allo statista svedese, già Vice Segretario dell’ONU e premio NOBEL 1961 per la pace, consiste in una pietra ovale in vetro trasparente con inciso il nome del militare deceduto e, sullo sfondo, il simbolo delle Nazioni Unite. “Ufficiale superiore impegnato nell’ambito della missione UNSMA (United Nations Special Mission Afghanistan) con l’incarico di consigliere militare del rappresentante speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite, svolgeva il suo mandato con grandissimo spirito di sacrificio, altissima professionalità e non comuni doti umane apprezzate indiscutibilmente da tutti i membri della missione. A conferma delle spiccate capacità dimostrate e dell’alto prestigio acquisito nel corso di precedenti operazioni effettuate sotto l’egida delle Nazioni Unite, in un momento particolarmente delicato per la sicurezza internazionale – in cui si erano verificati anche atti terroristici contro alcune sedi diplomatiche – incurante del potenziale pericolo, effettuava regolarmente un trasferimento di servizio assieme ad un collega francese a bordo di un automezzo recante i contrassegni delle Nazioni Unite. Nel corso dello spostamento veniva coinvolto in un vile attentato condotto da sconosciuti che proditoriamente aprivano il fuoco contro i rappresentanti delle Nazioni Unite. Gravemente ferito, riusciva, comunque, a mantenere il controllo del veicolo di cui era alla guida ed ad arrestarlo, evitando gravissimi possibili danni al collega trasportato. Successivamente malgrado le cure ricevute e la robusta tempra, il Tenente Colonnello Carmine CALÒ, spirava a causa del peggioramento delle sue condizioni cliniche, suscitando unanime ammirazione e commossa solidarietà in ambito internazionale. Fulgido esempio di elette virtù militari e altissimo senso del dovere che ha sacrificato la vita nel pieno adempimento del compito per un ideale di pace e solidarietà tra i popoli, dando lustro e prestigio all’Esercito Italiano e alla Patria tutta”. Kabul (Afghanistan, 22 agosto 1998 – D.P.R. n. 2007 del 17 agosto 1999).