Al Bracco di Napoli in scena l’irpina Angela Caterina

14 novembre 2012

L’irpina Angela Caterina protagonista nella commedia “Al di là del mare – per non dimenticare…” che andrà in scena al Teatro Bracco dal 15 novembre al 2 dicembre 2012. La giovane attrice è stata contattata da Caterina De Santis, direttrice artistica e prima attrice del Teatro Bracco di Napoli in una importante interpretazione. La commedia scritta da C. Villano, Caterina De Santis e G. Liguori, il quale si occupa anche della regia e l’adattamento del testo, rappresenta un grande progetto teatrale che narra quattro storie di donne realmente vissute e/o ancora viventi legate da un immaginario filo conduttore interpretato dalla figura della compianta agente di polizia, Emanuela Loi, facente parte della scorta di Paolo Borsellino e morta nella strage di Via D’Amelio del luglio 1992. Attraverso Emanuela ed il suo lavoro, si ripercorrono tre casi che hanno visto come protagoniste tre figure femminili, diverse nel loro dolore e nelle loro storie, ma legate nella loro provenienza da nazioni che si affacciano sul Mediterraneo e tutte aiutate da un angelo custode italiano dai capelli rossi e dalla divisa blu, Emanuela, appunto. Queste storie diventano un ottimo pretesto per riportare alla memoria della collettività non solo i drammi patiti da molte donne che hanno trovato al di là del Mediterraneo, anziché una realtà che realizzasse i loro sogni, un dolore che ha massacrato le loro speranze. Ma è soprattutto un modo per raccontare la vita semplice e speciale di una ragazza che aveva scelto come missione della propria esistenza, la volontà di servire gli altri e di immolarsi per gli ideali sacri e cari ad ogni persona realmente civile. Emanuela è la prima donna a fare parte di una scorta e a cadere in servizio, morendo nella strage di via D’Amelio, ma mentre l’immagine di Borsellino fa il giro del mondo diventando anno dopo anno (a giusta ragione) il simbolo, sempre più forte, di un cambiamento, le immagini e i ricordi di Emanuela che in quel tentativo di cambiamento ci ha creduto fino a diventarne essa stessa una martire, sono andati via, via scemando e a distanza di venti anni esatti pochi se la ricordano, come pochissimi conoscono o hanno conosciuto i drammi delle tre donne qui raccontati. Emanuela, dunque, in questa pièce, ci racconta non solo il suo dramma, ma anche quello di Katia B, dall’Ucraina, che negli anni ’90, riuscì a squarciare il silenzio che c’era intorno ad una delle organizzazioni criminali più presenti e latenti del nostro territorio, la mafia Russa. Agnese S., napoletana, vittima di violenze domestiche e testimone silenziosa delle brutalità del marito sui figli, fino al momento della ribellione contro il coniuge e contro il quartiere. Infine, rileggiamo la storia di Naima H. , protagonista di un viaggio da incubo per raggiungere il compagno nella nostra “ricca e ospitale” Italia e di tutti i suoi problemi di inserimento in una civiltà sempre più xenofoba. La speranza è che tale progetto possa fare ricordare la figura di un’eroina semplice come quella della Loi e di non farla morire per la seconda volta a causa del nostro oblio. Così afferma Caterina De Santis. Ed aggiunge: “La speranza è di raccontare le battaglie di tante persone speciali che, senza avere gli onori delle cronache, combattono le loro battaglie di nascosto e in silenzio, sperando che qualcuno raccolga quel silenzio, e lo possa trasformare in un grido che scuota le nostre coscienze.”