Air – Pancotto: “Azzeriamo il timer, la Coppa è un capitolo a parte”

16 febbraio 2010

Avellino – È il direttore d’orchestra, l’artefice principe, il decano degli allenatori in attività, parliamo naturalmente di coach Pancotto che, a due giorni dall’inizio delle Final Eight ci introduce verso quella che sarà per Avellino la terza partecipazione consecutiva alla Coppa Italia.
Una squadra giovane, l’Air che, salvo qualche piccolo e giustificabile passaggio a vuoto, sta facendo dell’intensità fisica e psicologica il suo vero marchio di fabbrica: “Nessuno dei giocatori in rosa ha mai preso parte a questa competizione – dichiara il tecnico dei lupi – Siamo consapevoli di aver già fatto qualcosa di grande, superiore alle attese ed alle nostre ambizioni iniziali, ma allo stesso tempo le motivazioni per far bene non mancano. Saremo sotto i riflettori di tutta l’Italia del basket, davanti al nostro pubblico che di certo non farà mancare il suo apporto”.

Nonostante Avellino abbia finora dimostrato di esprimersi su buoni livelli, attestandosi costantemente nella prima metà di classifica, Pancotto ci va cauto: “La Coppa Italia non può essere considerata un’estensione del campionato. È un torneo a sé ed in ogni partita dobbiamo pensare di dare tutto. Questo aspetto deve essere un supporto motivazionale a ciò che dovremo mettere in pratica sul parquet. Non possiamo guardarci allo specchio perchè le cose buone fatte finora non contano e non ci consentono di guadagnare alcun vantaggio“.

Nel quarto di finale (giovedì ore 20,30), l’Air si troverà di fronte la seconda forza del campionato e l’ultima ed unica squadra (eccezion fatta per Siena) in grado di battere la Scandone a domicilio: “Milano si presenta sia numericamente che qualitativamente molto ben attrezzata. Ha in organico giocatori che hanno già preso parte a questa manifestazione ed un coach come Bucchi che l’ha addirittura conquistata. In virtù di ciò siamo obbligati a fare una partita di grandi contenuti motivazionali e fisici. Anche se nelle ultime settimane ci stiamo trascinando alcuni piccoli acciacchi fisici, così come contro Roma, dobbiamo colpire al cuore del nostro avversario. In campionato abbiamo perso, ma come già detto, la Final Eight rappresenta una nuova pagina della stagione”. (di M. Roca)