Air – Le verità di Pancotto e le colonne di… Ercolino

17 marzo 2010

Avellino – Al diavolo influenza, fazzoletti, termometri, e quant’altro ci ha privato di assistere in prima persona ad una conferenza stampa pregna di significati. Ascoltare solo in differita le parole di coach Pancotto, nell’improvvisa adunata pomeridiana dopo la rovinosa sconfitta di Ferrara, ci ha fatto sobbalzare più delle magie di Sneijder ed Eto’o allo Stamford Bridge. La colonnina del mercurio non è salita (fortunatamente… sigh), bensì si è accresciuta la convinzione di aver letto correttamente tra le righe delle precedenti dichiarazioni del trainer biancoverde. Due paroline magiche, “pressioni intossicanti”, profferite già alcune settimana fa e che aprivano uno squarcio sul finale di campionato dell’Air, lasciando intendere quello che ieri è stato ribadito con maggiore chiarezza: “Pretendere da questa squadra più di quanto stia dando è augurabile, ma va oltre gli obiettivi, il budget e le prerogative per cui è stata costruita. Il paragone con Ferrara squadra che ha la metà dei nostri punti va letto in chiave diversa: dovevamo essere noi al loro posto. Hanno inserito Spinelli, Shultze e Ford noi abbiamo pescato al nostro interno, riscoprendo Cortese”.
LA SPINTA DI ERCOLINO – Il messaggio del coach di Porto San Giorgio è di una chiarezza disarmante e giunge probabilmente come risposta alle dichiarazioni rilasciate dal presidente Ercolino: “Più che calo fisico mi sembra siano appagati. Forse ritengono di aver raggiunto la salvezza e per tale motivo pensano di aver compiuto tutto il proprio dovere. Ed invece io nei play-off ci credo, non so se i giocatori siano della mia stessa opinione. A Ferrara mi hanno davvero deluso, non sono scesi in campo con il sangue agli occhi come avrebbero dovuto. Evidentemente hanno preso sotto gamba la partita”. Il quadro è evidente. Da un lato il coach ha finalmente scoperto le carte, augurandosi la post-season quale grandissimo risultato ma non certo dovuto, dall’altro la società tiene stretta la cinghia della borsa, ma vuole continuare a friggere con l’acqua lamentandosi del risultato poco croccante. Il gioco delle parti è ispirato da buone motivazioni su entrambi i fronti. Legittimo da parte della società alzare l’asticella per non sbracare completamente in questo finale di stagione, ma ancora più legittimo da parte del tecnico sottolineare che con un po’ più d’olio la frittura sarebbe più gustosa e che comunque l’oste ha fatto il massimo possibile.
DOVE SI VA? – Sarebbe lecito comprendere cosa ci si propone per il prosieguo del torneo: si punta a conservare la posizione da post-season o considerare la stagione virtualmente conclusa nella splendida kermesse delle Final Eight? L’equilibrio e una certa mediocrità che fa da comun denominare tra le inseguitrici di Siena lasciano intendere che non sarebbe poi così utopistico colmare le attuali lacune per entrare nei play-off dalla porta principale. Volendo parafrasare il coach marchigiano, che parlava di attacco con pochi punti nelle mani e di scarsa capacità nel tiro da tre come caratteristiche intrinseche con cui convivere paragonandole al colore degli occhi, crediamo che quegli occhi celesti possano cambiare colore, magari, aggiungiamo noi, con un paio di lentine colorate, in grado, allo stesso tempo, di spazzare via qualsiasi alibi. Si perché migliorare un roster che ha delle individualità non certo malvagie, confermate dai pedigree dei diversi elementi, ribalta il punto di vista. E se ciò fosse accompagnato anche da un migliore utilizzo di qualche potenzialità all’interno del roster (vedi il tiro da tre di Lauwers utilizzato al meglio solo a tratti dagli schemi degli irpini) allora conquistare la post-season sarebbe quasi una passeggiata.
PROGETTARE IL FUTURO – In ogni caso, qualunque sia la scelta, puntare decisamente ai play-off rinforzando l’attuale roster o continuare su questa linea, l’importante è che i prossimi due mesi non vadano sprecati, cominciando a lavorare alla costruzione della prossima. I primi interrogativi: Pancotto resterà? Quale sarà il budget? Come si farà fronte al nuovo regolamento in termini di stranieri? 3+2 o 2+4? Quali elementi da riconfermare? Che attività di monitoraggio, di scouting, è stata posta in essere in questi mesi? (di Massimo Roca).