Adiglietti: “Inutile parlare con D’Ambrosio e Aurisicchio”

12 aprile 2005

(di Marianna Morante)
I Ds si confrontano dopo il responso elettorale. Gli esponenti della Quercia irpina si incontreranno oggi, alle ore 17 presso il centro sociale ‘Samantha della Porta’, per fare il punto della situazione all’indomani della tornata regionale. Un bilancio non esaltante, per dirla con le parole del segretario cittadino, Gerardo Adiglietti il quale, nonostante i 22.626 voti incassati dal partito, resta scettico. Le difficoltà vengono da lontano: “Un Congresso che ha lasciato molte ombre e poche luci; l’incapacità di interloquire con il territorio; l’aver perso di vista il mondo del lavoro”. Sono solo alcuni degli elementi che, a suo dire, avrebbero inficiato il successo dei Democratici di Sinistra. Ma il tempo dell’analisi ha le ore contate. La Quercia deve ripartire. Preferibilmente dal confronto… anche se il risultato della tornata elettorale ha riaperto una ferita mai sanata. “E’ necessario restaurare il dialogo all’interno del partito, ma qualsiasi cosa dicessi non mi ascolterebbero”. Chiaro il riferimento a D’Ambrosio e Aurisicchio ‘sostenitori’ della candidatura di Angelo Giusto che con 11.137 preferenze si è imposto sul suo diretto avversario, con uno scarto di 4267 voti. Uno scontro diretto che aveva animato l’opinione pubblica ancor prima dell’apertura della campagna elettorale. Uno scontro che ha contribuito ad agguantare il seggio a Palazzo Santa Lucia. “Sarebbe superficiale non prendere atto del fatto che buona parte dei consensi da me ottenuti è lontanissima dal partito, ma è servita a mantenere inalterata la situazione tra gli scranni dell’amministrazione regionale”. Una considerazione che si accompagna ad un monito che ha tutto il sapore di un consiglio spassionato: “Ognuno deve fare tesoro di quanto vissuto e misurarsi con le proprie realtà, per approfondire competenze, progetti e riflessioni sia a livello provinciale che cittadino”. Solo consolidando tali posizioni è possibile intavolare quel discorso da cui partire per rimettere in piedi una squadra ritenuta dai più l’humus del centrosinistra. Il resto viene da sé. “Tra qualche settimana intraprenderemo il percorso che ci condurrà alle politiche – continua l’esponente diessino – Un percorso che passa attraverso l’unione. Ragione per cui dobbiamo riportare la politica al centro di un programma riformista che ci ha sempre contraddistinto, privandola di tatticismi tesi al controllo di enti e istituzioni”. E il segretario cittadino non risparmia, nel lungo ragionamento, neppure la Margherita: “Il consenso del popolo non deve essere strumentalizzato per rivendicare posizioni di superiorità. All’interno della coalizione abbiamo tutti stessi diritti e pari dignità”.