Ad Avellino in arrivo il poeta newyorkese Jack Hirschman.

Ad Avellino in arrivo il poeta newyorkese Jack Hirschman.

13 ottobre 2015

Jack Hirschman arriva ad Avellino nell’ambito della rassegna invernale dei Senzatempo accompagnato dalla poetessa Agneta Falk e dal piano di Gaspare Di lieto.

“Vai al tuo cuore infranto, se penso di non averne uno procuratelo. Per procurartelo sii sincero. Impara la sincerità di intenti lasciando entrare la vita, perché non puoi davvero fare altrimenti.”

Jack Hirschman  nasce nel Bronx nel 1933, un luogo, un destino. Comincia a scrivere prestissimo incoraggiato anche da Ernest Hemingway ; insegna inglese all’Ucla e negli anni ’60 ha tra i suoi allievi, giovani che avrebbero cambiato la storia dell’arte e della musica: Jim Morrison,  Gary Gach.

E’ in Europa quando scoppia la guerra in Vietnam, con la sua drammaticità, la sua violenza, con il suo dolore, il suo orrore. Torna negli Stati Uniti ed inizia la sua battaglia personale da artista e da uomo contro la guerra aiutando gli studenti a scappare dalle grinfie dello Stato che tenta di arruolarli. Per questo tipo di attività considerata contro lo Stato, viene licenziato dall’Università.

Si avvicina al Partito Comunista e metterà la sua vita al servizio delle battaglie per i diritti civili, e per l’uguaglianza dei diritti.

Spesso, si colloca Hirschman nell’ambito della Beat Generation a cui fu vicino sino alla fine degli anni ’50, ma da cui lo allontano le posizioni politiche.

Reputa la Rivoluzione della Beat generation, una rivoluzione imbastardita, tipicamente borghese, infarcita di droghe e misticismo, e lui si sente parte del proletariato, di chi dal basso vuole cambiare la società.

Di chi parte dal bisogno e dal bisogno è spinto alla ricerca della felicità.

La sua opera ha sempre avuto come nervo fondamentale la sintesi tra un aspetto intimo che è alla base della nascita dei versi ed un aspetto pubblico, diretto a realizzare la lotta di classe.

I due aspetti si fondono, la sua voce diventa lo strumento di quella classe operaia che altrimenti non avrebbe voce alcuna, in un Paese come gli Stati Uniti che negli anni ’80 elegge un attore alla presidenza, tal Ronald Reagan, populista all’ennesima potenza, ed espressione di una destra conservatrice, che però consente alle forze di sinistra di sentire salda la responsabilità del cambiamento.

Ed è in questo momento che Hirschman alza la voce della sua ribellione, sente fortissima la spinta a difendere i diritti degli emarginati e degli oppressi, di quella massa indistinta di uomini e donne che anima un’America senza anima, che ha perso i riferimenti della Carta dei Diritti e della sua Rivoluzione. Quell’ America, che schiava seppe rialzarsi oggi ha schiavizzato i suoi figli.

Non esiste per il Poeta newyorkese altra avanguardia artistica che non prenda spunto dalla lotta per i Parias.

Il consumismo più diffuso e la paradossale polverizzazione della sensibilità hanno cambiato tutte le forme d’arte, al poeta spetta il compito di offrire luce su questi cambiamenti , anzi deve.

La vera essenza della poesia oggi è minacciata e spetta ai poeti riscoprire il proprio ruolo e renderlo comprensibile, raccontare il proprio cammino ed indicare agli altri la strada, questo dice al pubblico Hirshman nei suoi incontri.

Il poeta come messia in qualche modo, in una accezione ampia, moderna del termine, la poesia non può vivere senza il contatto diretto con quanto magmaticamente si muove sotto i nostri piedi e, che a volte ci travolge lasciandoci attoniti spettatori dei processi.

Le parole delle sue opere  sgorgano dalle viscere e tra i più sofferenti ed offesi della società, dalle loro lacrime e dai loro sogni di felicità, la poesia è  per Hirshman “uno strumento grandioso della ricostruzione dell’essere umano nel momento contemporaneo di negazione e di isolamento e di disincanto”.

Che ci dia conforto allora la sua parola, che ci conduca per mano nella sua storia e nella nostra storia. Jack Hirschman arriva ad Avellino nell’ambito della rassegna invernale dei Senzatempo accompagnato dalla poetessa Agneta Falk e dal piano di Gaspare Di lieto.

L’evento si terrà presso l’hotel de là ville di Avellino alle ore 19.00 di domenica 18 ottobre 2015.

Il pubblico potrà interagire con il poeta aprendo un vero e proprio dibattito.